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Vittoria di lusso per l’azzurra in Messico: insieme a Nuria Rodriguez batte le n.5 Icardo/Jensen, diventando la seconda azzurra di sempre a raggiungere i quarti di finale in un torneo del Tour. Un risultato che profuma di consapevolezza e vale la sfida con le regine del circuito, Gemma Triay e Delfi Brea
di Marco Caldara | 20 marzo 2026
Loro scrivono che è il colore rosa delle canotte, a portare fortuna. Ma no, nel risultato colto da Giulia Dal Pozzo e Nuria Rodriguez nel P2 di Cancún l’apporto della sorte è gran poco. Se mai, c’è un grosso premio a grinta, perseveranza, pazienza, capacità di ricorrere all’essenza del padel, per compiere miracoli o giù di lì. Non ci va lontano l’impresa confezionata dalle due nel (piovoso) giovedì del torneo messicano, diventata automaticamente una delle più pesanti nella storia del nostro padel.
Perché non solo Giulia, classe 2004, è diventata la seconda italiana di sempre a conquistare i quarti di finale in un torneo del circuito maggiore, come sin qui era riuscito in passato solo una manciata di volte alla nostra leader Carolina Orsi. Ma, insieme alla partner andalusa, la romagnola si è meritata il traguardo battendo niente meno che Tamara Icardo e Claudia Jensen, quinta coppia del mondo, rispettivamente numero 10 e 11 del ranking, capaci di arrivare in semifinale in entrambi i primi due tornei dell’anno. Significa che la forma c’è, eppure sulla Cancha Bullpadel del Rafa Nadal Tennis Centre la spagnola e l’argentina (di lontane origini italiane) si sono dovute arrendere per 7-6 3-6 6-3 al termine di una battaglia di padel, fisico e nervi, che ha evidenziato una volta di più le qualità della giovane azzurra.
Qualità che ora si iniziano a vedere anche ai più alti livelli, dove Giulia ha tutto per arrivare in tempi nemmeno così lontani. Dal Messico arriva la prima conferma anche per lei: ha prodotto enorme gioia e stupore, ma l’augurio è che i due sentimenti possano trasformarsi presto in consapevolezza. Magari non tutte le settimane c’è modo di battere le teste di serie, ma quando l’occasione si presenta, una come Giulia è già pronta per coglierla.
“Non ho parole – ha detto l’azzurra a caldo –: sono solo molto molto felice, contenta di lottare al lato di Nuria. L’abbiamo fatto bene”. “Questa vittoria – ha spiegato invece la compagna – è il premio alla perseveranza, alla capacità di continuare a lavorare anche quando le cose funzionano meno”.
Dal Pozzo e Rodriguez sono l’unica coppia non compresa fra le teste di serie ad aver conquistato i quarti di finale: un risultato che nel femminile si vede ancora più raramente che fra gli uomini, a testimonianza del valore del risultato. È enorme, come il premio ricevuto, ossia la possibilità di affrontare (venerdì sul Centrale, alle 22 italiane) le numero uno del mondo Gemma Triay e Delfi Brea. Un’opportunità particolarmente significativa per l’azzurra: certe partite, in termini di esperienza, valgono come cento allenamenti.
Mentre la Dal Pozzo gioiva, ha invece salutato il torneo di Cancún agli ottavi di finale l’altra azzurra impegnata, Giorgia Marchetti. A fianco della francese Lea Godallier, la romana ha giocato un buon match contro l’ottava coppia del tabellone, Veronica Virseda e Marina Guinart, ma tre set di bagarre hanno dato ragione alle due spagnole, a segno per 6-1 3-6 6-2.
Mentre nel femminile l’unica coppia non compresa fra le teste di serie è Dal Pozzo/Rodriguez, fra gli uomini ce ne sono addirittura quattro. Perché le prime quattro coppie del seeding – esentate dal primo turno – hanno fatto il loro dovere, le altre no. A Nieto/Sanz e Di Nenno/Gonzalez, fuori già all’esordio, si sono aggiunti giovedì Navarro/Guerrero (battuti da Tolito Aguirre e Alex Arroyo) e anche Garrido/Bergamini, sconfitti da Sanyo Gutierrez e Gonza Alfonso. Pericolo scampato per i numeri uno Arturo Coello e Agustin Tapia, costretti prima alla rimonta e poi al tie-break del terzo set contro Maxi Arce e Pablo Lijo, ma ugualmente vincenti, per 3-6 6-2 7-6.