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Numero 76 del mondo, la 34enne di Miami e l’unica statunitense fra le prime 100 giocatrici del ranking mondiale di padel. L’ha scoperto a Madrid ai tempi delle superiori, durante un semestre all’estero, e dopo la laurea ha scelto di tornare in Spagna per inseguire il sogno. Diventando il volto del movimento USA
Marco Caldara | 02 settembre 2026
Nel mondo del padel c’è chi gioca per i propri obiettivi personali, ma c’è anche chi lo fa per dare un impulso all’intero movimento del proprio paese d’origine. Come Brittany Dubins, classe 1992 da Miami, di gran lunga la miglior giocatrice degli Stati Uniti, nonché l’unica a ottenere risultati a livello internazionale. Oggi “Britt” è numero 76, determinata a frequentare a tempo pieno il circuito maggiore Premier Padel e a diventare sempre di più il volto dello sviluppo del movimento USA.
Lo è già, eccome, se si considera che alle sue spalle c’è il vuoto: la seconda miglior statunitense è Marta Morga Alonso (numero 296), la terza Carla Rodriguez Sanchez (356), ma entrambe sono nate in Spagna. Lei, invece, è cresciuta in una Miami dove il padel, grazie alle influenze latine, è arrivato prima che negli altri stati a stelle e strisce. Ma non è quella, e nemmeno le origini argentine della madre, la ragione del suo amore per la pala, nato quando all’ultimo anno di superiori decise di trasferirsi a Madrid per un semestre.
Scoprì lì il padel e da buona tennista – in campo fin dai 4 anni grazie alla passione di papà – mostrò subito ottime doti, attirando l’attenzione dei responsabili di un club. La invitarono a prendere parte al loro campionato interno e l’ha fatto per tutto il suo periodo di permanenza nella Capitale spagnola, ma poi è tornata in America e per qualche anno la passione è rimasta in standby, a favore della racchetta da tennis, come giocatrice del campionato NCAA per la Miami University.
Negli anni dell’università, fra 2012 e 2015, Brittany ha tentato la strada del circuito “pro” di tennis, giocando anche qualche torneo ITF, ma senza riuscire a entrare nel ranking WTA. Scorrendo la sua activity, spunta un episodio curioso: nel 2014, durante una trasferta in Italia, si qualificò per il main draw sulla terra rossa di Viserba, battendo al turno decisivo una certa Giorgia Marchetti. Sì, proprio la stessa che oggi ritrova nel circuito mondiale di padel, dopo che entrambe hanno cambiato racchetta.
La nostra giocatrice l’ha fatto intorno al 2020, Brittany un anno prima, quando una volta terminato il college negli States ha scelto nuovamente di trasferirsi a Madrid, stavolta a tempo pieno e con due obiettivi. Il primo era un Master in diritto internazionale dello sport, il secondo la carriera nel mondo del padel. “Mi sono innamorata di Madrid – ha raccontato –, per la città, le persone, la cultura. E poi mi sono innamorata del padel. Sapevo che sarebbe stato il posto ideale per permettermi di diventare una buona giocatrice”. Ce la sta facendo: nel suo palmarès ci sono già otto titoli nel Cupra FIP Tour, ben cinque conquistati quest’anno. L’ultimo la scorsa settimana a McAllen (Texas), a fianco della messicana Camilla Ramme, alla faccia delle tensioni politiche fra i loro due paesi.
Nonostante la residenza a Madrid, la Dubins torna spesso e volentieri negli Stati Uniti per competere: ogni volta che c’è un torneo FIP, ma anche quando gli impegni internazionali non le impediscono di partecipare al circuito americano e alla Pro Padel League. “Non sempre è facile – ha detto – ma faccio il possibile per non mancare. Voglio essere parte della storia e della crescita del padel negli Stati Uniti”. Ha già fatto molto, ed è anche merito suo se la nazionale USA si è qualificata per il prossimo mondiale in Qatar, vincendo la fase preliminare giocata un mese fa in Canada. Ma può – e vuole – fare ancora, con la top-50 del ranking mondiale come prossimo obiettivo da raggiungere.