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Bela a un anno dal ritiro: “Ora riesco ad apprezzare tutto ciò che ho fatto”

A poco più di un anno dall’addio al padel giocato, dopo 30 stagioni ai massimi livelli, la leggenda Fernando Belasteguin rimane uno dei simboli del gioco. E non ha rimpianti. “Quando dai tutto e smetti nel momento giusto, sei in pace con te stesso”

24 gennaio 2026

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Un anno (o poco più) senza poter ammirare Fernando Belasteguin. Il 2025 del padel è stata la prima stagione senza The Boss, che si è ritirato nel 2024 e ha lasciato un vuoto incolmabile. Il campione argentino, per 16 anni numero uno del mondo, manca al padel, ma il padel – almeno quello da giocare come professionista – non manca a lui, che comunque rimane ben inserito nell’ambiente.

Ho lasciato come volevo – ha raccontato in una recente intervista –, e nel modo che desideravo. Quando ho perso l’ultimo punto della mia ultima partita, a Milano, ho detto ‘basta’. Il mio corpo era esausto ed è stato bellissimo così. In quest'ultimo anno ho iniziato ad apprezzare tutto ciò che ho fatto nello sport, perché fino all'ultimo giorno avevo bisogno e volevo migliorare continuamente e non ero riuscito a godermi nulla. Quando dai tutto e smetti nel momento giusto, senti una sensazione di pace”.

Bela a un anno dal ritiro: “Ora riesco ad apprezzare tutto ciò che ho fatto”

Già, perché Fernando ha avuto tutto quello che voleva da questa vita. “Imparare a capire che a un certo punto non potevo essere più il numero uno è stata la cosa più difficile. A 39 anni ho avuto un infortunio brutto, ma nel 2020 sono stato il numero due con Tapia e ho vinto il Master Final. Ero il numero 3 con Coello a 43 anni, una grande cosa”. Già, proprio i Golden Boys, i dominatori degli ultimi tre anni di Premier Padel, entrambi passati da un periodo di fondamentale apprendistato a fianco del miglior maestro in assoluto.

“A quei tempi, quando Agustin e poi Arturo giocavano insieme a me, Lebron e Galan dominavano. Ma io dicevo ad Arturo che aveva qualche anno per colmare il gap. Oggi, fisicamente, Tapia e Coello sono inarrestabili. Agustin e Arturo al top per 16 anni come me? Nulla è impossibile”. Ma per costruire unioni tanto longeve, i risultati non bastano. “Per 30 anni – ha detto ancora la leyenda – ho fatto il professionista e spesso mi hanno detto che io ero un fenomeno, mentre il compagno che mi stava accanto sbagliava troppo. Invece lo sport di coppia è tutta un’altra storia, bisogna lasciare il proprio ego lontano da tutto il resto. Per questo sono durato a lungo con i miei compagni di squadra”.

Uno come Bela, che il padel l’ha respirato per una vita intera, l’ha visto crescere e raggiungere destinazioni un tempo inimmaginabili, è l’uomo giusto per rispondere alla domanda che si fanno in molti: Leo Augsburger e Juan Lebron potranno inserirsi nella lotta fra Coello/Tapia e Galan/Chingotto? “Parliamo di due fuoriclasse – dice il Boss –, ma ad oggi li vedo indietro rispetto ai primi quattro”.

Sempre Bela, che del padel è diventato ambasciatore in tutto il mondo, propone un cambiamento. “I campi e le palle sono troppo veloci. Andrebbe modificato un po’ il sistema, riducendo la pressione delle palline. Mi piacerebbe vedere tornei con condizioni di gioco più rapide, altri con condizioni più lente. Questo per fare in modo che ogni giocatore debba diventare ancora più completo”.

E se fra questi ci fosse anche lui stesso? Qualche settimana fa, su alcuni media spagnoli era circolata la notizia di un suo possibile ritorno in campo nel circuito professionistico, solo per un numero ristretto di eventi Premier Padel, in Medio Oriente. Ma la bomba è rimasta lì, senza alcuna conferma. Per il momento non sembra un’idea da prendere seriamente in considerazione, anche se per uno come Belasteguin l'impossibile non esiste.

Bela a un anno dal ritiro: “Ora riesco ad apprezzare tutto ciò che ho fatto”

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