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Vincitori nella stessa domenica ad Amburgo e Todi, i due giocatori classe 2007 sono partiti da Prostejov e hanno condiviso gran parte del loro percorso, non solo con la racchetta. Ora eccoli alle porte del tennis che conta: i risultati lasciano ben sperare
18 agosto 2026
La finale di Wimbledon fra due tenniste ceche ha ribadito una volta di più lo stato di salute del movimento tennistico del paese dell’Est Europa, ma anche fra gli uomini la situazione pare molto incoraggiante. L’ha confermato lo scorso fine settimana, nel quale due giovanissimi talenti, entrambi classe 2007, sono riusciti a conquistare altrettanti titoli Challenger. Jan Kumstat ha trovato ad Amburgo - dov’è partito dalle qualificazioni - il secondo successo consecutivo nella categoria, dopo essersi sbloccato a inizio mese a Liberec, mentre Maxim Mrva si è imposto a Todi, centrando il successo più prestigioso della propria carriera grazie al doppio 6-2 inflitto in finale a Nicolas Kicker, ex Top-100 argentino che in Umbria ha perso per tre volte all’atto conclusivo in altrettante partecipazioni.
Kumstat e Mrva sono due dei soli quattro giocatori nati nel 2007 ad aver già vinto almeno un titolo Challenger, insieme al tedesco Justin Engel (primo a tagliare il traguardo, lo scorso anno ad Amburgo) e Federico Cinà, campione sul cemento indiano di Pune all’inizio di questa stagione. A legare ulteriormente i due giocatori cechi, nati entrambi a Prostejov e cresciuti nel locale TK Agrofert (una delle principali strutture della Repubblica Ceca), esiste anche un lungo passato comune. Prima di dedicarsi completamente al tennis, hanno praticato anche il calcio, giocando nella stessa squadra del Kostelec na Hané. Tra i due, Mrva era considerato il più promettente con il pallone e aveva attirato anche l’interesse del settore giovanile del Sigma Olomouc, la cui prima squadra milita nella massima serie del campionato ceco.
Il definitivo passaggio al mondo del tennis è stato florido, dal punto di vista dei risultati, sia per Mrva che per Kumstat. Vincitori delle Junior Davis Cup Finals 2023 in finale contro l’Italia di Federico Cinà e Andrea De Marchi, hanno raggiunto rispettivamente la seconda e la terza posizione nel ranking internazionale Under 18. Per Kumstat, nel gennaio 2024, si presentò anche l’occasione di mettersi alla prova in una finale Slam agli Australian Open, persa per 7-5 al terzo set con il giapponese Rei Sakamoto, contro il quale a nulla servirono i 25 aces messi a referto dal ‘big server’ ceco.
Alto 196 centimetri, Jan Kumstat continua a fare proprio del servizio la sua arma principale. Nella finale di Amburgo vinta in rimonta contro Moeller ha piazzato 20 aces, a fronte di due soli doppi falli, confermando di avere nel colpo d’inizio gioco un punto di forza di notevole rilevanza. La sua storia familiare sembra costruita per garantirgli un futuro di alto livello nel mondo dello sport. Il padre Pavel ha giocato a lungo nell’hockey professionistico ceco, così come lo zio Petr (ritiratosi a 37 anni dopo 983 presenze nel massimo campionato e 28 gettoni in Nazionale), mentre la madre Katerina è stata una pallavolista di buon livello.
Giocatore molto potente da fondocampo, è dotato di una struttura fisica fuori dal comune per un ragazzo della sua età e nelle ultime settimane è riuscito a capitalizzare quanto di buono aveva già fatto intravedere nel corso della sua avventura nel circuito Juniores. Prima delle dodici vittorie consecutive che gli hanno consegnato i primi titoli in carriera in singolare a Liberec e Amburgo, in questo 2026 aveva già disputato una semifinale Challenger a Bunschoten e una finale nell’M15 di Heraklion.
Dall’altra parte, Maxim Mrva è nato il 2 agosto 2007 - esattamente sette mesi dopo Jan Kumstat - e a differenza del connazionale è meno imponente a livello fisico, non superando il metro e ottanta. Ma è più pulito tecnico ed è sulla terra battuta che riesce a esprimere il suo miglior tennis, come si evince dai risultati conseguiti e dalle scelte di programmazione. Avvicinato al tennis dal fratello maggiore, si rispecchia nell’australiano Nick Kyrgios in quanto a temperamento sul campo e personalità (“Non sono un giocatore molto calmo”, disse Mrva in un’intervista) e ha guadagnato l’attenzione degli esperti già una manciata d’anni fa, quando a Tarbes vinse Les Petits As, il torneo più importante al mondo per la categoria Under 14. Già sceso in campo in due occasioni in Coppa Davis con la Repubblica Ceca, nella scorsa stagione è stato scelto da Jannik Sinner come sparring partner durante le Nitto Atp Finals, segno di come il suo talento non sia passato inosservato nemmeno al numero uno del mondo.
Cresciuti l’uno al fianco dell’altro, Kumstat e Mrva si continuano a spronare a vicenda e nello scorso weekend hanno scritto una significativa pagina di storia del tennis ceco. Il titolo di Todi porterà Mrva a ridosso della ‘zona qualificazioni Slam’, attorno al numero 220 Atp, mentre il balzo di Kumstat sarà ancora più rilevante: prima di Liberec era fuori dalla Top-500, ma grazie ai due Challenger vinti nel giro di tre settimane farà il suo ingresso tra i primi 250 giocatori del mondo. Per la Repubblica Ceca, da sempre considerata una delle grandi potenze nel tennis femminile, si prospetta un futuro roseo anche con i ragazzi.