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Capitan Noah proverà a rendere "un po' più sereni e felici" i suoi giocatori sicuro che sia la formula per farli rendere al meglio in un'edizione che per Fery si presenta all'insegna delle coincidenze e che per Mensik rievoca ricordi preziosi
24 settembre 2026
«Fondamentalmente il mio lavoro è molto semplice: stare probabilmente nel posto migliore di tutto lo stadio a guardare dei campioni giocare. A volte vengono da me. Credo che, se riesco a farli sentire a loro agio, anche solo un po' più felici, allora giocheranno bene, perché non hanno bisogno di me per giocare bene». Parole di Yannick Noah, capitano del Team Europe di Laver Cup per il secondo anno consecutivo con la speranza di riuscire a riportare il trofeo nel vecchio continente. Per riuscirci, l'ex campione del Roland Garros, nonché ultimo francese a riuscire nell'impresa, ha deciso di affidarsi per il primo singolare a colui che in materia ha più esperienza, il norvegese Casper Ruud.
«Penso che Yannick volesse in particolare che iniziassi io, forse per l'esperienza di ieri, e gli ho detto che sono pronto e che spero di poter far partire col piede giusto il Team Europe - ha esordito l'ex finalista degli US Open - L'ho fatto credo quattro volte in precedenza durante il weekend della Laver Cup. Non è una novità per me. Sarò pronto. io e Francisco abbiamo già giocato qui in passato e anche molte altre volte. Ci conosciamo bene. Speriamo di dare vita a una bella partita e di permettere all'Europa di partire nel miglior modo possibile».
Ma questa edizione della Laver Cup avrà un significato particolare per un giocatore. Autore sin qui di una stagione inattesa e che per la seconda volta lo vedrà protagonista in uno dei palcoscenici più prestigiosi, anch'esso poco distante da casa sua.
«È incredibile. Sì, sono stati mesi folli - ha riflettuto senza esitazioni Arthur Fery, semifinalista a Wimbledon e attuale n.36 del mondo dopo una stagione iniziata ben lontano dalla top100 - Sono davvero felice di condividere lo spogliatoio con tutti questi ragazzi questa settimana. Sarò al loro fianco fino alla fine. E ovviamente il fatto che si giochi di nuovo a Londra quest'anno è fantastico per me. È vicino a casa. Conosco molto bene questa arena».
La Laver Cup fornirà invece a un altro giocatore un'ulteriore occasione per raffinare la sua preparazione dopo lunghi mesi di assenza dai campi e un ritorno agli US Open che, seppur vedendolo uscire in semifinale, ne ha confermato la ritrovata salute.
«Per me è un onore essere di nuovo qui a Londra. Quest'anno mi è mancato, a dire il vero - ha sottolineato Carlos Alcaraz, n.3 del mondo e già presente a Londra l'anno scorso - E, sinceramente, poter tornare qui per la Laver Cup insieme a questi ragazzi è ancora meglio. Quindi cercherò di fare del mio meglio. Cercherò di aiutare la squadra nel miglior modo possibile. Ovviamente, sapete, è proprio questo che rende unico questo evento, perché i giocatori contro cui di solito combatto per tutto l'anno (sorride), poi diventano i miei allenatori. È fantastico, quindi dico sempre che le partite e il tennis si vedono molto meglio da fuori. Perciò, quando vengono da me e mi dicono delle cose, cercherò di ascoltarli e di fare quello che mi chiedono».
E chissà che a dire cosa dover fare a Carlitos non ci sia colui che ne ho occupato il trono vacante a New York. Quell'Alexander Zverev capace in una sola stagione di far suoi ben due titoli Slam e di guardare ora, da leader della Race, con rinnovato ottimismo a un finale di stagione che potrebbe riservargli nuove e inattese soddisfazioni. Veterano dell'evento, il tedesco non si è nascosto definendo "piuttosto soddisfacente" l'annata sin qui vissuta ma ammonendo al tempo stesso di essere "qui alla Laver Cup come squadra. Sapete, penso che per noi l'obiettivo principale sia sollevare il trofeo della Laver Cup e riportarlo in Europa. Lo faremo come squadra, come gruppo di giocatori. Speriamo di riuscire a raggiungere questo obiettivo».
Menzione particolare merita Jakub Mensik. Il ceco, fresco vincitore del doppio misto a New York, dopo l'esordio a San Francisco dell'anno scorso tornerà a vestire la maglia del Team Europe in un evento che per lui ha anche un sapore tutto personale.
«È sicuramente pazzesco se ci penso - ha rievocato Mensik di fronte ai microfoni - La prima edizione si giocò a Praga: io ero sugli spalti, avevo 12 anni e immaginavo semplicemente che un giorno avrei potuto far parte della squadra. È qualcosa che, sinceramente, non mi sarei mai aspettato. Quindi essere qui per il secondo anno consecutivo è un grande onore e un privilegio. E sì, ovviamente, anche se l'anno scorso le cose non sono andate dalla nostra parte, siamo pronti a combattere e a riportare il trofeo a casa».
Day 1 Lineups of Laver Cup London 2026 are in.
— Laver Cup (@LaverCup) September 24, 2026
Day 1 Lineups are submitted by the Captains in a blind draw. As hosts, Team Europe can choose whether to select their lineup first on Saturday or Sunday. They have chosen to select first on Saturday and second on Sunday.#LaverCup… pic.twitter.com/8EuYy7867W