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Campioni nazionali

Omar Camporese: "Ho un sogno, Parigi italiana"

"Con Alcaraz temporaneamente fuori dai giochi - dice l'ex numero 18 al mondo - non sarebbe impossibile vedersi un ultimo atto del Roland Garros tutto tricolore". Intanto, Omar è tornato nel circuito minore da coach

06 maggio 2026

Omar Camporese, ex numero 18 del ranking Atp e vincitore di due tornei del circuito maggiore, traccia un primo bilancio sulla rivalità tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, messa momentaneamente in stand-by a causa dell’infortunio dello spagnolo. Secondo il bolognese, ora nel tour minore nelle vesti di coach dei turchi Yanki Erel e Kaan Isik Kosaner, ad approfittare di questa situazione potrebbe essere Lorenzo Musetti, già semifinalista al Roland Garros nella passata edizione e quest’anno candidato a recitare nuovamente un ruolo da grande protagonista sulla terra battuta parigina.

Ha detto più volte che il duello tra Sinner e Alcaraz le ricorda qualche rivalità del passato…

Le rivalità hanno sempre fatto bene al mondo del tennis. Sinner e Alcaraz giocano in maniera diversa e quando si incontrano la spunta chi riesce a esprimere un gioco migliore. In passato c’erano McEnroe contro Borg o Lendl e Becker contro Agassi, ora è tutto nelle mani di Jannik e Carlos. Sono entrambi ancora molto giovani, dunque potrebbero continuare a deliziarci per diversi anni: se guardiamo la classifica, in testa ci sono loro due e poi c’è un distacco abissale da tutti gli altri”.

Vede qualcuno, anche in prospettiva futura, in grado di impensierirli?

Si parla tanto di Fonseca, ma terrei in considerazione anche Jodar, che sembra veramente forte. L’ho visto giocare di recente ed esprime davvero un tennis di alto livello, ma per il momento Sinner e Alcaraz restano di un’altra categoria. L’anno scorso ho visto un ottimo Musetti: credevo fosse riuscito a trovare continuità, ma poi è stato un po’ penalizzato da alcuni infortuni. Ora si sta ritrovando e, considerando anche l’assenza di Alcaraz, sarebbe straordinario se dovesse riuscire a regalarci una finale tutta italiana con Sinner al Roland Garros...”.

Omar Camporese: "Ho un sogno, Parigi italiana"

A proposito di Roland Garros, Sinner potrebbe sentire un po’ di pressione per l’assenza di Alcaraz?

Non penso, Jannik è avanti anni luce rispetto a tutti quanti sotto l’aspetto mentale. È migliorato tantissimo sulla terra e credo possa fare un ottimo torneo a Parigi. L’anno scorso gli è mancato pochissimo per vincere, mentre adesso lo vedo chiaramente favorito per aggiudicarsi il prossimo Roland Garros”.

Da ex uomo-Davis, che idea si è fatto sul nuovo format della competizione?

Non mi piace, non è la Coppa Davis di una volta ma si è trasformata in un Campionato del Mondo. Fa un certo effetto vedere delle sfide giocate in ‘campo neutro’. Si potrebbero mettere dei punti in palio, in modo da spingere sempre i più forti a giocare per la propria Nazionale. La Coppa Davis di un tempo è rimasta soltanto nelle fasi di qualificazione grazie alle sfide in casa o trasferta”.

La collaborazione con la Vavassori Tennis Academy la sta portando a seguire alcuni ragazzi turchi…

La Turchia è una nazione relativamente nuova nel mondo del tennis. Seguo il 25enne Yanki Erel, che ad aprile ha vinto un altro Itf in Tunisia e sta mettendo sempre più piede nel circuito professionistico (ha un best ranking di numero 325 Atp, ndr), e il 16enne Kaan Isik Kosaner, con cui sto affrontando alcune tappe Juniores perché il ragazzo vorrebbe riuscire ad accedere ai tabelloni principali degli Slam. Il tennis mi mancava: dopo una parentesi da opinionista televisivo, ho sfruttato l’occasione che mi si è presentata tramite Renato Vavassori e sono felice di essere tornato in pista”.

Omar Camporese: "Ho un sogno, Parigi italiana"

Tra Challenger e Itf, ci sono tanti giocatori talentuosi che però non riescono a compiere il grande salto. Cosa incide?

Noto tante differenze tra il tennis di oggi e quello della mia epoca. Quando giocavo io, i primi cinquanta del mondo potevano essere tutti papabili vincitori dei tornei dello Slam: adesso, invece, ce ne sono soltanto due. C'è tanto equilibrio, dal numero tre in giù può succedere di tutto: dal 100 al 300 giocano tutti un tennis pazzesco, prima non era così anche se i Top-50 erano di un’altra categoria. Il tennis è cambiato e c’è meno strategia”.

L’Italia intanto sta vivendo un momento d’oro a tutti i livelli.

È impossibile fare meglio di così. Per rendersi conto di quanto sia florido il nostro movimento, basterebbe pensare al fatto che un giocatore come Cobolli non avrebbe avuto spazio in Coppa Davis se ci fossero stati anche Sinner e Musetti. Oltre ai tanti giovani in campo maschile, ci stiamo ben comportando anche tra le ragazze con Jasmine Paolini. Cerchiamo di goderci questo momento perché stanno arrivando tante gioie su tutti i fronti”.

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