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Dalla vittoria su Pete Sampras a Wimbledon nel 2001 all'epica finale del 2019 contro Novak Djokovic. Ripercorriamo la storia di Roger Federer attraverso 10 partite storiche, 10 momenti che scandiscono altrettanti traguardi di una carriera unica
di Maddalena Lai | 24 agosto 2026
“Anche solo le strade, ce n’era a migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una? A scegliere una donna? Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire?”. Nello scegliere le dieci migliori partite di Roger Federer si sente un po’ la stessa vertigine che colse Novecento sulla scaletta del Virginian dinanzi all’immensità del mondo. Un tentativo, comunque, va fatto.
Wimbledon 2001, la nascita del mito: Federer b. Sampras 7-6, 5-7, 6-4, 6-7, 7-5
È il 2 luglio 2001 quando il diciannovenne Roger Federer scende in campo sul Centrale dell’All England Club per gli ottavi di finale del torneo di Wimbledon. Ad attenderlo, dall’altra parte della rete, Pete Sampras, testa di serie numero 1 del torneo. L’esito della partita sembra già scritto: l’americano, sull’erba londinese, non perde da 31 partite e ha conquistato il trofeo ben sette volte. Eppure, quel ragazzo svizzero, con la bandana e la coda di cavallo, sovverte ogni pronostico, ponendo fine a un dominio che sembrava destinato a non finire mai.

I 39 anni di Roger Federer: i 12 momenti da ricordare
Il primo set tra i due è, inaspettatamente, in perfetto equilibrio. Sotto gli occhi increduli del Centrale a conquistarlo è lo svizzero dopo aver giocato un tie-break sul filo del rasoio e sui millimetri delle righe. L’americano, tuttavia, è pronto a vendere cara la pelle e porta l’incontro al quinto set con la sicurezza e la classe del padrone di casa. Ancora una volta la partita è in perfetto equilibrio, ma sul 5 pari qualcosa cambia e Federer chiude la partita 7-5 con uno splendido dritto lungo linea.
Cade a terra, incredulo, il pubblico del Centrale è in delirio. Quel pomeriggio di luglio, sui prati verdi del tempio del tennis, un re è appena caduto e, come nei miti più antichi, un altro è appena nato, ma nessuno ancora lo sa. I due non si incontreranno mai più in campo e Sampras ancora non sa di aver appena incontrato colui che, per primo, sarà capace di portargli via tutti i suoi record.
Wimbledon 2003, la prima volta non si scorda mai: Federer b. Philippoussis 7-6 (5), 6-2, 7-6 (3)
Di tante pregevoli battaglie combattute da Roger nella sua carriera questa partita, forse, non dovrebbe essere considerata una delle più memorabile. Se non fosse che è il primo atto di una storia d’amore lunghissima, a tratti quasi struggente, tra il Maestro e il torneo più antico del mondo.
Federer, ancora con la coda di cavallo e il viso da ragazzo, sconfigge in tre set l’australiano Philippoussis dimostrando un talento che, pur dovendo ancora essere affinato, sembra già destinato a riscrivere la storia del tennis. Si lascia cadere per terra, le braccia al cielo, il sorriso leggero di chi ha realizzato un sogno.
US Open 2005, la fine di un’epoca: Federer b. Agassi 6-3, 2-6, 7-6 (1), 6-1
Così come era stato per Sampras la finale degli Us Open del 2005 tra Roger Federer e Andre Agassi segna il tramonto di un’era tennistica e l’ascesa, definitiva, dei nuovi protagonisti. I due si sono incontrati all’atto finale di uno Slam ad inizio anno, in Australia, ma è a Flushing Meadowes che va in scena l’incontro più memorabile tra i due. Federer si assicura il primo set, ma nel secondo il Kid di Las Vegas ritrova, supportato dal pubblico di casa, il suo tennis eclettico e imprevedibile e chiude 6-2.
È nel terzo set, però, che la partita raggiunge il suo apice. Sotto il cielo della città che non dorme mai i due danno vista a uno spettacolo eccelso che infuoca gli spalti ad ogni colpo, a prevalere nel tie-break è Federer che poi chiude nel set successivo.
2004 ??
— US Open Tennis (@usopen) September 23, 2022
2005 ??
2006 ??
2007 ??
2008 ??
We may never again see a run in New York like @rogerfederer's in the 2000s. pic.twitter.com/yFzQ8gTnBf