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Griekspoor è il prossimo avversario di Musetti: le curiosità sull'olandese

Tutte le curiosità sull'olandese, avversario di Musetti al terzo turno del Masters 1000 di Madrid

di | 25 aprile 2026

Tallon Griekspoor in azione (Getty Images)

Tallon Griekspoor in azione (Getty Images)

A oltre due anni di distanza Tallon Griekspoor tornerà a sfidare Lorenzo Musetti, e lo farà al terzo turno del Masters 1000 di Madrid. L’olandese, n. 33 ATP, è nato nel 1996 ad Harleem, ha già sfidato due volte il carrarino e l'ha sconfitto in entrambe le occasioni: nelle qualificazioni dell'Australian Open 2020 e a Rotterdam nel 2024.

Figlio di Ron, un ex pilota di motocross e di Monique, istruttrice di tennis, Tallon ha iniziato a giocare a tennis all’età di 5 anni, ispirato dai suoi fratelli Scott e Kevin, due gemelli diventati professionisti, ma senza la sua stessa fortuna: “Avere un background del genere mi ha aiutato tanto. Fino ad una certa età, hanno sempre giocato meglio di me, e io mi allenerei sempre e viaggerei sempre con loro”.

La svolta è arrivata però a 17 anni, quando ha deciso di trasferirsi in Belgio, seguito da Kristof Vliegen, ex n. 30 del mondo nel 2006. Vliegen è colui con il quale Griekspoor ha affrontato la maggior parte del percorso per arrivare dove è oggi. Un legame duraturo, il loro, spezzatosi per ben tre volte, di cui l’ultima proprio pochi giorni prima di arrivare a Shanghai.

Il suo idolo, almeno tra i tennisti, è sempre stato Andy Murray per “i risultati che ha raggiunto durante l’era di Federer, Nadal e Djokovic, per l’incredibile passione che ha e quanto per quanto duro lavora”. Un uomo e un atleta che incarna perfettamente il consiglio che papà Ron ha sempre dato al figlio: “Lavora duro, sii umile e sii te stesso”.

Griekspoor dopo un match contro Murray nella Coppa Davis 2019 (Getty Images)

Griekspoor dopo un match contro Murray nella Coppa Davis 2019 (Getty Images)

Al padre, lo lega evidentemente anche la passione in comune per il motocross: “La sensazione che ti dà guidare così veloce significa tutto per me”, ha raccontato, come riporta la sua bio sul sito ATP. Ma oltre al motocross, non bisogna dimenticare il “suo” sport, il tennis. Al quale gioca anche meglio, a tutti gli effetti, nel suo torneo preferito, quello di Rotterdam: “Ho giocato contro Wawrinka lì nel 2018 – ha ricordato -. Era sold out, l’energia che il pubblico mi dava era incredibile: questi sono i momenti per vivo e gioco a tennis, per giocare contro i più forti”.

E spesso batterli, anche, proprio a casa sua. Per arrivare in pianta stabile nel grande tennis, in realtà, ha avuto bisogno di tempo. Nel 2021, tuttavia, ha scritto anche la storia nel circuito Challenger, chiudendo con 8 titoli su altrettante finali ed un bilancio di 42-7. Da sempre giocatore molto completo, che non disdegna l’idea di essere aggressivo e scendere a rete, per Griekspoor, a fare la differenza è “l’età, e l’abitudine a scegliere il colpo migliore quando si sente di avere tante opzioni”, ha detto a Tennis.com in un’intervista durante gli ultimi Internazionali BNL d’Italia.

Dopo il 2021, infatti, un’ulteriore step in avanti è arrivato nel 2023, con i primi due titoli vinti a livello ATP (a Pune e ‘s-Hertogenbosch) e anche una finale. Rimane quella la sua stagione migliore, con un totale di 36 partite vinte ed il best ranking di n. 21 raggiunto all’inizio di novembre dello stesso anno.

Finora ha ottenuto 20 vittorie contro un Top 20, cinque delle quali – a partire dal famoso match con Wawrinka – ci è riuscito proprio in tornei che si disputavano in Olanda. Lo “scalpo” più prestigioso, però, è arrivato proprio nel 2025, ad Indian Wells, contro l’allora n. 2 al mondo Alexander Zverev. In una stagione in cui, peraltro, il bilancio complessivo recita 27-20, impreziosito dal terzo titolo della sua carriera, sull’erba di Maiorca.

Nel 2026 ha vinto il primo match stagionale a febbraio solo a Montpellier, a febbraio. Ha poi raggiunto i quarti a Rotterdam e la finale a Dubai, anche se non è potuto scendere in campo contro Daniil Medvedev ha potuto disputarla per un infortunio al tendine del ginocchio sinistro occorsogli durante la semifinale vinta con Andrey Rublev.

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