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Chi può sfidare Sinner e Alcaraz sul rosso

Nomi, scenari, sorprese e ambizioni di chi, in questa primavera sulla terra battuta, proverà a inserirsi nel duopolio Sinneraz

di | 02 aprile 2026

Jannik Sinner e Carlos Alcaraz (foto Getty Images)

Jannik Sinner e Carlos Alcaraz (foto Getty Images)

I calzini sporchi, gli scambi estenuanti, il rosso argilla e la fatica io canto. Lo presentano così i protagonisti del circuito lo swing sulla terra battuta che ora li attende e che li traghetterà fino alla breve estate che li porterà sui pochi prati verdi rimasti in calendario. Fatica, calzini sporchi e scivolate. E con loro un nuovo modo di interpretare il gioco, adattare il proprio stile a una superficie tanto esigente quanto mutevole che solo saprà ripagare chi meglio riuscirà ad accoglierne e non a discuterne le peculiarità.

Traguardo di questo viaggio al termine della fatica c'è il Roland Garros, con i suoi cinque set e il prestigio e quel poco o tanto di benzina che sarà rimasta nel serbatoio. Per questo, più che al ranking, occorrerà fare attenzione alla programmazione: una schedule che alla luce dei risultati raggiunti strada facendo potrebbe subire modifiche in vista del grande appuntamento.

Carlos Alcaraz, che a Parigi difenderà il titolo, l'anno scorso rinunciò a Madrid dopo aver vinto a Montecarlo e raggiunto la finale a Madrid. Una sosta che consentì lui di recuperare energia in vista della doppietta Roma-Parigi con cui concluse la sua primavera. Jannik Sinner, che a Roma dodici mesi fa rientrava in campo dopo la sospensione forzata, arriverà invece sui campi rossi d'Europa con i due titoli del Sunshine Double in tasca e la consapevolezza di poter chiudere questo swing tornando in vetta al ranking. Ma anche per lui, più della fretta, saranno i risultati e le sensazioni maturate a pesare nella programmazione delle prossime settimane.

I paradisi della terra (e chi li dovrà sfruttare meglio)

I paradisi della terra (e chi li dovrà sfruttare meglio)

Così come di avversari in grado di incrinarne il duopolio. E così resta Alexander Zverev il primo candidato a potersi inserire nella contesa. Il tedesco ha ancora ben impressa nella memoria la finale persa a Parigi due anni contro il murciano, l'anno scorso si fermò quasi sempre ai quarti ma quanto fatto durante la trasferta americana lo pone adesso nelle migliori condizioni per provare a fare il colpaccio o, così non fosse, guadagnare terreno sul resto degli inseguitori. 

Tornerà sulla terra battuta Lorenzo Musetti, lui sì uno degli ultimi specialisti rimasti in circolazione. Per velato di incognite possa apparire il suo rientro, vista la prolungata assenza, il rosso resta la sua superficie d'elezione e tornare lì dove l'anno scorso riuscì a collezionare una finale e tre semifinali appare il modo migliore per ricongiungersi col suo gioco e tornare ad assaporare sensazioni ormai sbiadite.

Un'attenzione particolare merita Novak Djokovic. Consegnatosi ormai a una gestione conservativa del suo calendario in vista dei grandi tornei a lui più cari, il serbo in Australia ha avuto la conferma che aspettava da tempo: se in giornata è ancora capace di imporsi in sede Slam sui due dominatori del circuito. L'obiettivo è sempre lo stesso, "provare a vincere almeno un altro Slam", mantra ripetuto recentemente che vorrà ora tentare di concretizzare presentandosi a Parigi con quel po' di tennis a lui sufficiente per poter dirsi pronto al blitz.

Il resto sono incognite, curiosità, belle speranze. Da Jack Draper, tornato in campo da poco dopo un lungo stop e assente a Montecarlo, a Arthur Fils, che bene ha impressionato nello swing statunitense ma che sempre ha faticato sulla terra battuta. Joao Fonseca potrebbe battere un colpo, Casper Ruud ritrovare l'ispirazione che in passato lo ha portato a far incetta di titoli fino a vederlo in campo nella finale di Parigi, Felix Auger-Aliassime e Ben Shelton sciogliere i nodi che da tempo tengono ingabbiato il loro gioco su una superficie che mal si adatta al loro gioco esplosivo e Daniil Medvedev...Daniil Medvedev vedremo se avrà finalmente fatto pace con la terra battuta o se per lui continuerà a essere quella "polvere rossa in cui a nessuno piace rotolarsi a meno che tu non sia un cane".

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