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Sinner, show di servizio contro Medvedev: l'analisi della finale

L'analisi tattica della finale del Masters 1000 di Indian Wells tra Jannik Sinner e Daniil Medvedev

di | 16 marzo 2026

Jannik Sinner al servizio (foto Getty Images)

Jannik Sinner al servizio (foto Getty Images)

E' il servizio la chiave di volta del successo di Jannik Sinner nella finale del Masters 1000 di Indian Wells. L'azzurro, diventato il primo a vincere due tornei di questa categoria senza perdere nemmeno un set, non ha concesso palle break al moscovita, sconfitto 76 76 e ha vinto il 91% di punti quando ha messo in campo la prima. Nel primo dei due tie-break, ha vinto quattro punti direttamente con il servizio e non ha mai sbagliato la prima.

"In risposta ho fatto fatica contro il suo servizio, soprattutto contro la seconda" ha detto in conferenza stampa l'azzurro, che in effetti ha perso più punti di quanti ne abbia vinti quando Medvedev ha giocato la seconda al centro.

Medvedev ha spinto tanto anche con il diritto, e non solo in finale. Nella semifinale vinta contro Alcaraz la metà dei suoi diritti viaggiava sopra i 128 km/h (80 mp/h) e ha mirato sistematicamente alle righe laterali, di fatto senza mai giocare al centro, in zone neutrali del campo. 

Già dal primo game della finale, da come lo utilizza con profondità e continuità in uscita dal servizio, si vede che non prevede di cambiare piano contro Sinner. Non a caso vince 22 dei 36 punti in cui gioca il diritto lungolinea, il colpo che più di tutti gli ha permesso di comandare il gioco. Così Medvedev depotenzia il rovescio di Jannik, che vince poco più della metà dei punti in cui lo gioca lungolinea, e appena il 41% quando va in diagonale, anche perché chiamato a giocarlo con i piedi decisamente fuori dal campo.

Dove Sinner ha colpito la palla in risposta contro la seconda: i pallini gialli rappresentano i punti vinti, quelli rossi i punti persi (Dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations, elaborazione Tennis Viz)

Dove Sinner ha colpito la palla in risposta contro la seconda: i pallini gialli rappresentano i punti vinti, quelli rossi i punti persi (Dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations, elaborazione Tennis Viz)

Nel corso del match Medvedev ha vinto 10 punti in più da fondo e raggiunge una qualità media più elevata con il diritto e il rovescio; ma ha perso 7 dei 15 punti in cui è sceso a rete, match point compreso, e comunque non è riuscito a ridurre l'efficacia di Sinner con il diritto in spinta, dal centro e ancor di più da sinistra. 

I colpi che hanno avuto il maggiore impatto nel tennis di Medvedev in finale (Dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations, elaborazione Tennis Viz)

I colpi che hanno avuto il maggiore impatto nel tennis di Medvedev in finale (Dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations, elaborazione Tennis Viz)

L'ANALISI DEL PRIMO SET

Già da inizio match, è chiaro come Medvedev miri al rovescio di Sinner nello scambio. Lo fa chiaramente nel primo game in risposta: il secondo punto, scambio da 28 colpi, è un manifesto. Medvedev mette alla prova la tenuta in difesa prima di liberare il diritto lungolinea per allontanarlo ancora dal centro del campo. L'azzurro accetta lo scambio anche prolungato sulla diagonale sinistra, a cui Medvedev lo costringe con frequenza: nel primo set gioca un rovescio diagonale quasi ogni 4 colpi, un record. 

Jannik rischia poco il cambio in lungolinea con il rovescio (lo gioca 9 volte nel primo set, vince 5 punti), limita le variazioni ma ottiene due punti su due con la palla corta e 3 su 3 quando scende a rete.

Chi attacca prima, dunque, prende un chiaro vantaggio. Per questo il servizio è ancora più determinante per Sinner, che nei primi due turni di battuta gioca la prima soprattutto al centro, e con la qualità più alta quando mira al rovescio di Medvedev. Un modo per ottenere direttamente il punto o per aumentare le possibilità di attaccare con il diritto con il colpo successivo.

Dove Sinner ha tirato il diritto giocato dopo il servizio nei primi cinque game (Dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations, elaborazione Tennis Viz)

Dove Sinner ha tirato il diritto giocato dopo il servizio nei primi cinque game (Dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations, elaborazione Tennis Viz)

Nel primo set, nonostante Medvedev vinca più punti da fondo nel set, Jannik ha sfruttato al meglio la superiorità con i colpi di inizio gioco. In più della metà dei punti, Medvedev non ha messo in campo la risposta. L'azzurro serve e risponde meglio, e il gap di qualità media dei colpi, secondo le elaborazioni Tennis Viz che analizza parametri come velocità, direzione, rotazione e impatto sull'avversario ed elabora i dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations, aumenta se si considerano le risposte giocate con i piedi lontani almeno due metri dalla riga di fondo.

Sinner è l'unico ad ottenere palle break nel primo set: due opportunità consecutive nel settimo game. Medvedev serve una prima esterna da destra, una seconda al centro da sinistra, e colpisce sempre con i piedi in campo, costringendo Sinner a giocare solo in difesa, corto e centrale.

Sinner è stato costretto a giocare corto e centrale in occasione delle due palle break nel primo set (Dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations, elaborazione Tennis Viz)

Sinner è stato costretto a giocare corto e centrale in occasione delle due palle break nel primo set (Dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations, elaborazione Tennis Viz)

Ma nel tie-break Sinner fa la differenza con il servizio. Ottiene cinque punti diretti, tra ace e prime vincenti, compreso l'ultimo che conclude il parziale (un servizio al centro su cui il moscovita non controlla la risposta). 

L'ANALISI DEL SECONDO SET

Nel secondo mantengono entrambi gli stessi schemi al servizio. Lo giocano entrambi contro il diritto dell'avversario, soprattutto da destra (circa 7 volte su 10). Da sinistra Sinner varia un po' di più, ma entrambi escludono dal proprio piano di gioco la prima al corpo. L'unica differenza, per quanto riguarda i colpi di inizio gioco, coinvolge Medvedev, che si avvicina alla riga di fondo in risposta rispetto al primo set.

Aumentano leggermente gli scambi brevi, chiusi entro i 4 colpi, che restano poco più del 60% del totale. Rispetto al primo set, Sinner vince in percentuale più punti quando viene messo in difesa, da applausi il pallonetto di rovescio con cui apre il decimo gioco, ma la qualità media della sua prestazione scende. Il diritto, meno preciso proprio quando giocato in difesa, cala di 0,7 punti su una scala da 1 a 10, mentre alla lunga sale la qualità del rovescio che raggiunge una valutazione di 8 nel secondo set.

Dove Sinner indirizza il rovescio nel secondo set: uno su quattro è giocato contro il diritto di Medvedev; nel primo set erano solo il 15% (Dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations, elaborazione Tennis Viz)

Dove Sinner indirizza il rovescio nel secondo set: uno su quattro è giocato contro il diritto di Medvedev; nel primo set erano solo il 15% (Dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations, elaborazione Tennis Viz)

Negli ultimi game, e nel tie-break che decide la partita, Medvedev si fa ancora più offensivo. Nel dodicesimo gioco, in due punti cruciali, fa ricorso al rovescio del centro per spostare Sinner e avanzare nel campo: è una delle strategie che hanno funzionato meglio per lui in finale. Un approccio simile, con il rovescio dal centro come approccio verso la rete, fallisce però nel punto che cambia l'equilibrio del tie-break, che Medvedev ha iniziato andando sopra 4-0. Il rovescio del moscovita, deviato dal nastro, diventa occasione un'occasione per Sinner per piazzare il passante lungolinea vincente e recuperare anche il secondo mini-break di svantaggio.

E' infine saggio Sinner a insistere contro il rovescio dell'avversario nello scambio da 17 colpi con cui si guadagna il match point. Nell'ultimo punto Medvedev risponde anche bene, con il diritto in diagonale, ma non basta a ridurre la pressione dell'azzurro, che ne forza l'errore. E si prende una vittoria di valore per come ha saputo contrastare un ottimo Medvedev senza perdere la freddezza nei momenti determinanti del match. In quelle fasi ha anzi esaltato i suoi punti di forza, e ha generato più dubbi nell'avversario, meno convinto dell'efficacia anche dei suoi colpi forti. Il tratto del campione, per una vittoria da campione.

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