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ATP Pechino: Medvedev squalificato, Djokovic in finale

Il russo viene squalificato dopo aver centrato uno spettatore colpendo una palla a punto ormai concluso. Djokovic, giunto al successo consecutivo n.33 nel torneo, sfiderà De Minaur, già in vantaggio di un set e beneficiato dal ritiro di Hurkacz

| 05 ottobre 2026

Novak Djokovic (Getty Images)

Novak Djokovic (Getty Images)

Djokovic - Medvedev 75 53 15-15 (DISQ)

Ci aveva tenuto a ringraziare il pubblico, Novak Djokovic, dopo il quarto vittorioso contro Alexander Zverev. Ed è stato ancora una volta il pubblico, suo malgrado e grazie alla collaborazione di Daniil Medvedev, a spingere Nole verso la finale del China Open di Pechino grazie alla squalifica inflitta al russo dal giudice di sedia e dal supervisor dopo che questi aveva scagliato una pallina in tribuna colpendo inavvertitamente uno spettatore in un occhio e costringendolo ad abbandonare lo stadio, accompagnato da ben tre addetti ai lavori. La trentatreesima vittoria consecutiva del serbo nel torneo ha quindi un sapore agrodolce, ma non suona certo come un regalo per quel che si era visto sino a quel momento in campo.

"E' stato un po' uno shock, sono sincero - ha dichiarato a caldo Djokovic - Mi spiace per la persona che è stata colpita, non ho davvero visto quel che è accaduto e spero non si sia fatta male. Mi dispiace anche per Daniil perché so esattamente come ci si sente ad essere squalificati in un gran match: toccò anche a me agli US Open del 2020 in circostanze simili. Sono sicuro che Daniil non lo abbia fatto di proposito, ma è andata così".

Un match che prende posto al fianco dei due citati dal serbo ieri (il quarto contro Zverev la semifinale in Australia contro Jannik Sinner) per intensità, ferocia, bellezza e livello di gioco espresso. Specialmente nel corso di un primo set durato ottanta minuti: un'altalena di emozioni, tra morti apparenti e resurrezioni, voglia di forzare lo strappo e tenacia nel non cedere. Ogni game una lotta, ogni punto un corpo a copro da costruire e ricostruire ogni volta con i due contendenti incapaci di consolidare un seppur minimo vantaggio, sempre più spremuti dal punto di vista fisico e sorretti solo dall'orgoglio e dalla volontà di non mostrar alcun segno di cedimento.

Quando dopo due ore di gioco, col punteggio di 75 22 in suo favore, Novak Djokovic ha annullato la quindicesima palla break su sedici concesse a Daniil Medvedev, non era più chiaro contro chi stesse giocando il serbo ex numero uno del mondo: se contro il russo, contro sé stesso e gli innumerevoli record da lui già scritti o contro il tempo che andava erodendogli energie preziose lasciandolo sempre più spesso alla fine di ogni scambio piegato sulla sua racchetta a recuperare fiato e riordinare idee. Incamerato anche quel game, Nole si è presentato alla risposta fiducioso che la frustrazione accumulata potesse giocar al suo rivale qualche scherzo, e così è stato: due sciagurate scelte di Medvedev hanno dato a Djokovic il break del vantaggio (4-2) facendo accomodare Meddy ai box tra le mani del fisioterapista per un MTO che ne alleviasse i dolori - veri, presunti, chissà - alla spalla destra. Il trattamento si è rivelato efficace, e Medvedev è riuscito finalmente a strappare la battuta. Neanche il tempo di riorganizzare una strategia, ed ecco invece il controbreak a rimettere Nole in posizione di vantaggio e infine misfatto a chiudere anzitempo i giochi. Per un pubblico diviso tra lo stupore per quel che era appena accaduto, e il dispiacere per non essersi goduto fino in fondo l'epilogo di un match destinato ad esser ricordato a lungo. 

"Ero a tre punti dalla vittoria, è stata una battaglia sfiancante e non volevo andare al terzo set - ha poi commentato ancora il serbo - Non so quante palle break abbia salvato, ma è stata davvero una cosa da pazzi, contro Daniil sono sempre match intensi. Non ho avuto un tabellone semplice, ma questo ha reso il percorso ancora più dolce e adesso sono pronto a giocarne un'altra. C'è qualcosa qui a Pechino che mi spinge ad andare avanti".

De Minaur - Hurkacz 64 32 (RIT) 

Anziché ribattere la palla in campo, perché non provare a rispondere imponendo fin da subito la mia inerzia allo scambio? E correre anziché trotterellare, ché contro un rivale atletico come De Minaur concedere vantaggi in tal senso equivale a porsi in condizioni di rincorsa per tutto l'arco del match. Domande e riflessioni che Hubert Hurkacz dev'essersi fatto quando, in svantaggio 5-1 nel primo set contro l'australiano, ha dato una sterzata al suo gioco cominciando a ingaggiare l'australiano in scambi ad alta intensità e caratterizzati da un top spin in grado di disinnescarne la pericolosità. Coadiuvato dal suo servizio - leggermente in calo rispetto alle sue ultime uscite, col solo 60% di punti ricavati dalla sua prima - il polacco è riuscito così a riportarsi fin sul 5-4 finendo poi col cedere il primo set confidando però di aver trovato risposte e soluzioni in grado di rilanciarlo nel prosieguo del match.

Ceduto invece il servizio in apertura di secondo set, e dopo aver giocato oltre trenta punti sui suoi turni di battuta nei primi cinque game (appena 9 quelli di Demon) ecco affiorare la risposta al rendimento sin lì sottotono offerto dal polacco: benzina esaurita. Per lui era infatti la nona partita in due settimane, e resosi conto di esser ormai finito in riserva, a Hurkacz non era rimasta altra strategia se non quella di affidarsi al servizio e a scambi di pochi colpi in cui giocarsi le poche carte rimastegli in mano. Strategia conservativa risultata anch'essa inefficace, e non per demeriti di Hubi, quanto invece per sovvenuta infermità fisica, condizione che già da qualche game traspariva dal volto del polacco e che dopo pochi minuti lo ha costretto al forfait. De Minaur sportivamente ringrazia e domani tornerà a giocare una finale dopo quella persa a s'Hertogenbosch contro un altro polacco, Kamil Majchrzak.  

"Ieri durante il match aveva avvertito un fastidio all'adduttore - ha poi dichiarato Hurkacz in conferenza stampa - E' stata una sfortuna perché ieri ero riuscito a finire il match abbastanza bene ma purtroppo non sono riuscito a recuperare come avrei voluto, faticavo fin dall'inizio della partita".

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