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ATP Pechino: Djokovic rimonta Bu e vola ai quarti

Il cinese gioca un grandioso primo set contro un Djokovic non ancora al meglio dal punto di vista fisico, ma bravo a cavarsela con l'esperienza. Medvedev lascia sei game a Carreno Busta e comincia bene il torneo dopo il trofeo vinto ad Hangzhou: agli ottavi troverà Struff

| 02 ottobre 2026

Djokovic in azione col dritto (Getty Images)

Djokovic in azione col dritto (Getty Images)

Fatto 30, fa anche 31, Novak Djokovic nel suo "feudo" al China Open. Il serbo (numero 11 al mondo e 6 del seeding) ha conservato l'imbattibilità storica sul cemento di Pechino nonostante una faticosissima sfida negli ottavi di finale contro il cinese Bu Yunchaokete (104), piegato col punteggio di 46 76(2) 62 dopo 2 ore e 52 minuti. "Lui ha giocato benissimo, ha servito alla grande ed è stato bravo nel variare il gioco da fondo, anche con lo slice - ha detto Djokovic a fine partita -. Ho fatto fatica anche col vento, molto difficile da gestire quando era a sfavore. Devo ringraziare il pubblico per il grandissimo supporto", quasi superiore anche a quello rivolto al tennista di casa.

Che non sia la miglior versione del sei volte campione del torneo lo si vede sin dai primi game, che denota una scarsa "pericolosità" soprattutto per quanto riguarda la risposta. Il cinese, non a caso, chiuderà il primo parziale con l'80% di punti vinti sulla prima (entrata in campo 20 volte su 27). E quel che più conta, per lui, è chiuderlo a proprio favore, grazie ad un break concretizzato nel settimo gioco. Djokovic, in effetti, condensa proprio qui la maggior parte dei suoi 14 non forzati. Resiste al suo stesso tennis altalenante per annullare tre palle break, ma cede alla quarta - tradito dal rovescio - e si ritrova ad inseguire.

È la rapidità di Bu, a metterlo alle strette, mentre il fastidio accusato già nel match d'esordio agli addominali diminuisce ulteriormente la sua capacità di spingere con precisione sulle diagonali. Per larghi tratti, non a caso, il miglior in campo sembra poter essere Bu, abile nello sfruttare le lacune di Djokovic per obbligarlo anche ad ulteriori sforzi, correndo da una parte all'altra in difesa. Lo fa come ai vecchi tempi, Nole, nel punto che gli dà il break del 3-1, ma la differenza col passato sta tutta nella continuità. Nel gioco successivo, d'altronde, esce spesso frettolosamente dagli scambi, e proprio una palla corta rimette tutto in equilibrio.

L'esperienza, però, è ancora dalla sua, e lo si vede a poco a poco nella parte finale del secondo parziale, quando la percentuale di punti vinti di Bu con la prima supera questa volta a stento il 100%. Djokovic legge meglio le traiettorie del cinese, e nel tie-break scava il solco definitivo con cinque punti consecutivi, dal 2-2 al 7-2.

Una striscia che anticipa anche ciò che si ripete nel terzo set, con "Nole" estremamente cinico, pur senza strafare, nel piazzare due break per portarsi sul 4-0 e risultare dunque irraggiungibile per Bu. Di irraggiungibile per Djokovic, invece, sembra non esserci davvero nulla, in particolar modo nei libri di storia. Nell'Era Open, infatti, solo Rafael Nadal aveva vinto (al Roland Garros) le prime 31 partite giocate in un singolo torneo. Così i due storici rivali sono ancora appaiati, un po' come lo erano una decina di anni fa, in lotta per il trono.

A proposito di trono, il serbo può sperare di riavvicinarsi ancora una volta a quello di Pechino, dove non giocava dal 2015. Il futuro, però, potrebbe riservargli un quarto di finale molto evocativo contro chi il trono - ma della classifica ATP - sta cercando di raggiungerlo. Tocca ad Alexander Zverev (n.2 al mondo e n.1 del tabellone), domani, completare l'abbinamento da sogno tra gli ultimi otto, e anche il tedesco dovrà vedersela con un cinese, il classe 2005 Shang Juncheng (n.250). Intanto, nella parte bassa il primo quarto di finale già accoppiato è quello tra Karen Khachanov (n.26) e Hubert Hurkacz (n.41).

Medvedev liquida in due set Carreno Busta all'esordio

Testa di serie numero 3 a Pechino, ma forse il miglior giocatore visto finora nell'inizio della tournée asiatica. Dopo la vittoria all'ATP 250 di Hangzhou, Daniil Medvedev (numero 6 al mondo) ha infatti iniziato nel migliore dei modi anche il suo cammino al China Open (ATP 500) dove in tre partecipazioni ha sempre raggiunto almeno la semifinale.

Nel suo esordio odierno, in un'ora e 21 minuti di gioco ha sconfitto con lo score di 64 62 lo spagnolo Pablo Carreno Busta (n.66), portandosi così avanti 6-2 nel computo degli scontri diretti. Viste le fatiche di Hangzhou, gli organizzatori hanno concesso al finalista di fare il suo esordio al venerdì, qualificandosi dunque per l'ottavo di finale contro Jan-Lennard Struff. "Questo campo è totalmente differente rispetto ad Hangzhou, è una superficie molto più lenta, soprattuto nella sessione diurna", ha commentato. Momentaneamente, Medvedev ha anche raggiunto Alexander Zverev (testa di serie n.1 a Pechino) come giocatore ad aver vinto più partite in stagione sul cemento, a quota 28.

Un match mai in discussione, quello contro Carreno Busta, bravo sì ad annullare tre palle break nei primi due turni di battuta dell'incontro, ma costretto a capitolare nel terzo, con il russo poi in fuga sul 4-2. L'unica complessità dell'incontro, per il finalista del torneo nel 2023 (sconfitto da Jannik Sinner) si è presentata in avvio di secondo, quando nel terzo game è stato proprio lui a dover cancellare palle break. Una volta raggiunto l'iberico sul 2-2, però, ha ottenuto gli ultimi quattro giochi per chiudere la partita.

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