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Lorenzo Musetti affronta il 22enne Michael Zheng, laureato in psicologia alla Columbia University. In palio un ottavo a Cincinnati contro Faria o Walton
di Alessandro Mastroluca | 18 agosto 2026
Lorenzo Musetti (13 ATP) ha l'occasione di vincere per la prima volta due partite di fila a Cincinnati. Dopo il successo sul tedesco Daniel Altmaier, giocherà infatti contro Michael Zheng, numero 110 del mondo. Il 22enne statunitense ha ottenuto al primo turno contro l'ungherese Fabian Marozsan la prima vittoria in un Masters 1000, e poi ha battuto Ugo Humbert, conquistando così la seconda vittoria in carriera contro un Top 30.
In palio un ottavo di finale contro il portoghese Jaime Faria (79 ATP) o l'australiano Adam Walton (98)
Nel 2026 Musetti è entrato per la prima volta in Top 5 grazie alla finale a Hong Kong, dove ha trionfato in doppio con Sonego. La sua stagione sembra poter prendere il volo alla luce del primo quarto di finale all'Australian Open. Ma, dopo aver vinto i primi due set contro Novak Djokovic, è costretto al ritiro per un infortunio al retto femorale della coscia sinistra. Battuto subito a Indian Wells e a Monte-Carlo, si ferma nei quarti a Barcellona, negli ottavi a Madrid e agli Internazionali BNL d'Italia. A Roma si fa male di nuovo, e deve saltare il Roland Garros e Wimbledon: esce così dalla Top 10. Rientra solo a Washington, dove raggiunge i quarti di finale, battuto da Rafa Jodar, futuro finalista, che ha interrotto il suo percorso anche a Montreal.
Musetti incontrerà per la prima volta il qualificato USA, che a maggio si è laureato in psicologia alla Columbia University
"Penso di essere cresciuto molto rispetto a quattro anni fa, quando sono arrivato al college", ha detto Zheng, che ha vinto tre Challenger tra agosto e settembre 2025 a Chicago, Columbus e Tiburon. "Quando sono entrato all'università sapevo di non essere ancora pronto, soprattutto fisicamente, per affrontare la fatica settimana dopo settimana del circuito. Penso che negli ultimi quattro anni sia migliorato molto sotto questo aspetto".
Secondo Howard Endelman, head coach della squadra maschile di tennis della Columbia University, il rigore nel percorso accademico ha molto aiutato Zheng, soprattutto dal punto di vista mentale. "Lo studio è complementare al tennis, ha permesso a Michael di concentrarsi. Anche se può sembrare controintuitivo, questa combinazione ha aiutato Michael a crescere come persona a tutto tondo e questo, in realtà, ha avuto effetti positivi anche sul suo tennis".
Michael Zheng (Getty Images)
Finalista a Wimbledon junior nel 2022, due volte campione NCAA durante il periodo alla Columbia, nel 2024 e nel 2025, Zheng a gennaio ha vinto la sua prima partita nel main draw si uno Slam, all'Australian Open, battendo il connazionale ed ex numero 15 del mondo Sebastian Korda.
E' poi riuscito a qualificarsi in tutti i primi tre major dell'anno e a scalare il ranking mentre continuava gli studi.
Zheng si è avvicinato al tennis, come sua sorella maggiore Amy, grazie al padre Joe, che si è innamorato di questo sport dopo essersi trasferito dalla Cina negli USA. Nell'ultimo anno e mezzo le sue prospettive hanno decisamente cambiato dimensione. Fuori dai primi 700 del mondo a giugno 2025, oggi è vicino al debutto in Top 100. "È un obiettivo che hanno tutti i giocatori, è quasi una sorta di traguardo che certifica l’ingresso nel circuito professionistico - ha detto ad ATPTour.com - È lì che inizi davvero a guadagnare e a mantenerti giocando a tennis".