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Il tedesco torna nella città dove si infortunò la caviglia, perse una finale Slam per poi rifarsi in questa stagione: due Slam, la certezza di chiudere da numero uno del mondo. Ma per festeggiare ci sarà tempo
03 novembre 2026
Diana Vreeland, storica direttrice di Vogue, amava ripetere che "l'importante è nascere a Parigi". Al resto ci avrebbe poi pensato la vita. Per Alexander Zverev Parigi è stata città di cadute e di resurrezioni, di discese agli inferi e sogni finalmente abbracciati: l'infortunio alla caviglia di quattro anni fa in semifinale contro Rafa Nadal, quando era a un passo dal diventare numero uno del mondo, il lungo stop, i dubbi, la ripresa, il ritorno in finale contro Carlos Alcaraz due anni fa, le lacrime, il primo trionfo Slam finalmente festeggiato quest'anno sempre al Bois du Boulogne e la consacrazione da numero uno del mondo di fine anno celebrata ancora qui, nella ville lumiere, ultimo Masters1000 della sua incredibile stagione, dove al debutto è atteso da un'intrigante sfida contro Lorenzo Musetti.
"Credo che, in generale, Parigi sia stata una città speciale per me quest'anno. È un luogo in cui ho vissuto molti alti e bassi, molte delusioni, ma quest'anno con la vittoria del mio primo Grand Slam proprio qui e il raggiungimento della prima posizione nel ranking mondiale provo una sensazione davvero speciale", ha dichiarato Sascha nella conferenza stampa alla vigilia del torneo.
Esponente di quella "Ex Gen", troppo acerba per incrinare il triumvirato dei Big3 e troppo in là con gli anni per contrastare l'avvento di questa nuova era di giovani favolosi, Zverev rischiava più di tutti di chiudere i conti senza aver mai vinto quello Slam che sentiva di avere nelle corde. "Ma dobbiamo fare attenzione a considerare giocatori come Medvedev o Tsitsipas peggiorati o fuori dai giochi: Daniil l'anno scorso ha avut una brutta stagione ma ha comunque chiuso da n.9 o 10 del mondo, quest'anno è tornato tra i top5. Stefanos ha avuto un po' più di problemi ma adesso è tornato a giocare alla grande".
Il tempo ha fatto il suo lavoro riconsegnando al tedesco con gli interessi quanto era stato lui sottratto in passato: due Slam in stagione e la ciliegina del numero di fine stagione: "Ma sono sensazioni diverse - ha ancora precisato Zverev - A Parigi, quando ho vinto il mio primo Grande Slam, ho provato emozioni completamente diverse; pensavo che forse non ce l'avrei mai fatta. E riuscirci finalmente ha rappresentato il più grande sollievo che abbia mai provato in tutta la mia carriera. Per ottenere questo traguardo però devi giocare bene per un anno intero, è una sensazione ancora diversa e altrettanto speciale".
Una corsa lunga dieci anni ?? Dal primo titolo a San Pietroburgo nel 2016 al trofeo di Numero 1 del mondo, la scalata è stata lunga e faticosa, ma che vista una volta in cima ?? https://t.co/PRrhIKw2M0
— SuperTennis TV (@SuperTennisTv) November 2, 2026