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Masters1000 Parigi, Djokovic di sorte e di volontà

Il serbo, sotto di un set e alle prese con i consueti acciacchi alla spalla, riesce a recuperare e a imporsi contro Vacherot staccando il pass per il secondo turno. La corsa verso Torino continua

| 03 novembre 2026

Novak Djokovic (Getty)

Novak Djokovic (Getty)

Una mezz'ora per archiviare i primi undici game del primo set, e altri venticinque per smaltire l'ultimo e con lui il conseguente tie-break risolutore vinto però dal suo avversario. Per dire che il match vinto al debutto del Masters1000 di Parigi da Novak Djokovic contro Valentin Vacherot col punteggio di 67(5) 75 61 almeno in avvio, si era messo sui binari prediletti dal serbo con giochi chiusi in rapidi scambi da pochi colpi, buoni per lucidare il proprio arsenale e risparmiare energie in vista di un torneo in cui l'ex numero uno del mondo era chiamato a giocarsi le sue ultime chance di approdare a Torino. E invece, con Nole alla battuta per restare nel set, eccolo avvitarsi in due goffi gratuiti con cui regalare al suo avversario altrettanti set point, entrambi annullati così come un terzo risultato di un suo dritto spedito a rete. Il breaker, giocato in avvio da Djokovic all'insegna della pressione e della precisione, lo aveva visto issarsi fin sul 5-3. Ma, ancora, eccolo di nuovo incappare in un paio di gratuiti inattesi, incassare prime sempre più potenti dal monegasco fino a vederlo mettere a segno i quattro punti consecutivi e decisivi per il vantaggio.

Subito breakkato in avvio di secondo set, addirittura goffo nell'esecuzione di alcuni colpi (una volè alta in rovescio su cui un incredulo Vacherot si è invece avventato tramutandola in un suo vincente) e con espressioni sul volto che non lasciavano intendere nulla di buono, Djokovic ha richiesto l'interventi del fisioterapista per alleviare i dolori alla spalla che da mesi ormai lo tormentano. Risultato immediato del trattamento è stato quello di interrompere la trance agonistica in cui era entrato il monegasco, costretto a difendersi nel gioco successivo da ben due chance di break e capitolato per un'inezia su un dritto dal fondo del serbo atterrato sull'ultimo centimetro libero di campo a sua disposizione. Tornati in parità, la sfortuna patita da Nole in avvio è stata poi bilanciata dal destino, presentatosi alla Defense Arena sotto forma di una storta occorsa al n.27 del mondo: un evento che ha riacceso l'appetito del detentore di 24 Slam in carriera tornato feroce, attento, spietato nell'esplorare la mobilità del suo rivale, spostato ripetutamente ai quattro angoli del campo e infine costretto ad incassare il break decisivo ancora una volta nell'ultimo game a sua disposizione.  

Bende e nervi che fin lì avevano consentito a Vacherot di tenere bene il campo, seppur con qualche calo bilanciato da una prestazione notevole alla battuta (22 ace), hanno col tempo iniziato a sgretolarsi lasciando il monegasco nudo al cospetto di Nole e così esposto ad ulteriori e severe verifiche. Uno scenario che mai Djokovic avrebbe pensato di poter vivere ad inizio partita, con tutto un match in rimonta da dover gestire tra l'obbligo di dover arrivare fino in fondo al torneo per alimentare le sue chance di Nitto ATP Finals e l'incertezza che ne circondava la tenuta. Ma l'incertezza, così come il limite, è condizione in cui Djokovic ha dimostrato di poter albergare con confidenza superiore a quella manifestata da Vacherot. Che la sorte oggi gli abbia strizzato l'occhio è ricompensa buona per traguardarsi al prossimo turno contro l'australiano Rinky Hijikata, ma insufficiente per poter pensare di poter uscire vincitore da quest'ultimo tango parigino. Il copione è però ancora tutto da scrivere, e nemmeno Djokovic stavolta ne conosce l'epilogo. 

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