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Internazionali BNL d'Italia story: gli anni 2010-2019

I migliori anni di Rafa Nadal e Novak Djokovic, di Serena Williams e Maria Sharapova agli Internazionali BNL d'Italia, il memorabile trionfo di Sara Errani e Roberta Vinci

di | 16 maggio 2026

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A Rafa Nadal bastano cinque anni per eguagliare i 17 titoli nei Masters 1000 che Andre Agassi aveva raccolto in quattordici stagioni. Ci riesce nel 2010, il suo secondo anno chiuso da numero 1 del mondo. Al Foro lascia solo un set, nella semifinale contro Gulbis sul nuovo Centrale, di gran lunga la miglior partita del torneo. Rafa si impone 6-4 3-6 6-4 dopo due ore e 47 minuti di gioco poi, nella prima finale tra connazionali dal derby australiano vinto da John Newcombe su Tony Roche nel 1969, piega David Ferrer e diventa il primo a vincere cinque volte gli Internazionali BNL d'Italia. Diventerà poi il primo a vincere Montecarlo, Roma, Madrid e Roland Garros nella stessa stagione e il più giovane a completare il Career Grand Slam, record che ora gli ha strappato Carlos Alcaraz.

Il 2011, invece, resta l'anno di Novak Djokovic che firma una delle migliori stagioni di sempre. Igor Cetojevic, nutrizionista e motivatore, gli ha cambiato la carriera anche attraverso i video di chi scala l'Himalaya: “Negli ultimi 200-300 metri prima della vetta, vanno avanti solo di volontà, perché la testa comanda sul fisico e ti fa migliorare sempre” gli dice.

Disputa una delle migliori stagioni di sempre: vince tutte le prime 37 partite giocate, 70 su 76 in tutto l'anno, non lontano dal leggendario 1984 di McEnroe, dal 1974 dei 99 successi e 4 sconfitte di Connors, dal 2005 di Federer (81-4). Conquista tre Slam e cinque Masters 1000, ottiene 21 vittorie su 25 contro i top 10, 10 su 11 contro Federer e Nadal. A Roma la partita del torneo, come Nadal l'anno prima, la gioca in semifinale contro l'amico Andy Murray, primo britannico così avanti a Roma dal 1932, e mai così a suo agio sulla terra battuta prima di allora. Nole emerge vincitore solo al tie-break del terzo set, dopo tre ore e due minuti di gioco, quando la testa comanda sul fisico. Poi in finale batte Nadal e firma la sua 39ma vittoria consecutiva. A fine stagione Djokovic si erge come primo giocatore che non si chiami Federer o Nadal a chiudere al numero 1 del mondo dal 2003.

Novak Djokovic con il trofeo agli Internazionali BNL d'Italia 2011 (Foto FITP)

Novak Djokovic con il trofeo agli Internazionali BNL d'Italia 2011 (Foto FITP)

Il regno romano di Nadal riprende nel 2012, dopo la rivincita in finale contro Djokovic, e nel 2013 quando il pubblico italiano lo vede battere ancora Gulbis prima di una finale con poca storia contro Federer. Non vincerà più fino al 2018: in quella edizione ha perso un set lungo il percorso contro Fabio Fognini, poi in finale ha piegato il tedesco Alexander Zverev ed è tornato numero 1 del mondo.

L'alternanza riprende nel 2014. Djokovic alimenta la crisi di Nadal, battuto in finale, che mai aveva perso così tante partite sulla terra battuta dal 2004. Il serbo archivia la finale con 46 vincenti a 15 e conquista il 18mo Masters 1000 in 29 finali, il 44mo titolo in carriera. Il terzo trionfo agli Internazionali d'Italia, culmine di un anno da 14 vittorie su 16 partite sulla terra battuta, lo lancia verso il titolo a Wimbledon e lo scettro di numero 1 che mantiene, per la terza volta in quattro anni, a fine stagione. Grazie al forfait di Federer, diventerà il primo dopo Lendl a vincere il Masters tre volte di fila.

Il serbo si conferma nel 2015: il quarto titolo lo festeggia contro Federer, che per la quarta volta in carriera si ferma a un passo dalla vittoria. Nei due anni successivi troviamo Djokovic ancora in finale, ma mai vittorioso. Nel 2016, sotto una pioggia leggera, perde contro Andy Murray che ha festeggiato al meglio il ventinovesimo compleanno. Lo scozzese non aveva mai sconfitto Nole sulla terra battuta. Nel 2017 è il tedesco Alexander Zverev a mettere a segno la sorpresa del torneo.

La finale contro Djokovic dà la sensazione di aver trovato un erede del serbo e dei Fab Four. A vent'anni Sascha mette in bacheca a Roma il primo trofeo in un Masters 1000. L’Italia la conosce bene: nel 2013 aveva conquistato gli Internazionali Juniores a Milano (noti anche come Trofeo Bonfiglio) una prova under 18 che vale uno Slam. Da Roma Zverev prenderà slancio per arrampicarsi fino al n. 3 del mondo alla fine di una stagione in cui avrà messo insieme ben 5 titoli (oltre a quello del Foro Italico, il Masters 1000 di Montreal, dove batte Roger Federer in finale, l’Atp 500 di Washington e gli Atp 250 di Montpellier e Monaco di Baviera).

Nel 2018 e nel 2019, Nadal allunga la sua lista di record portando a nove i suoi trionfi agli Internazionali BNL battendo rispettivamente Zverev e Djokovic, a cui ha riservato il primo 6-0 nella storia della loro rivalità.

Abbraccio tra Rafa Nadal e Novak Djokovic dopo la finale degli Internazionali BNL d'Italia 2018 (Foto FITP)

Abbraccio tra Rafa Nadal e Novak Djokovic dopo la finale degli Internazionali BNL d'Italia 2018 (Foto FITP)

I migliori anni di Sharapova e Serena Williams

Anche in singolare femminile gli anni Dieci dei Duemila iniziano nel segno della Spagna, più precisamente di Maria José Martinez Sanchez detta “Pepa”, catalana di di Yecla dal tennis offensivo, tutto serve and volley, che proprio al Foro Italico nel 2009 ha firmato contro Nadia Petrova la prima vittoria contro una Top 10. Nel 2010 va sotto di un set e di un break all'esordio ma riesce a ribaltare la situazione contro la russa Alla Kudryatseva. Batte poi Francesca Schiavone, Wozniacki, Safarova e Ivanovic senza perdere un set. In finale riscopre la palla corta e fa impazzire Jelena Jankovic, settima giocatrice ad aver eliminato Venus e Serena Williams nello stesso torneo. È la prima regina spagnola di Roma dal 1996. In doppio, successo azzurro con Flavia Pennetta che trionfa in coppia con Gisela Dulko. Le successive due edizioni incoronano Maria Sharapova. 

Maria Sharapova riceve il trofeo per la vittoria agli Internazionali BNL d'Italia 2012 (Foto FITP)

Maria Sharapova riceve il trofeo per la vittoria agli Internazionali BNL d'Italia 2012 (Foto FITP)

Prima del 2011 a Roma Sharapova aveva giocato due semifinali, senza mai andare oltre. Nel 2011 cambia passo e batte in finale Samantha Stosur, finalista l’anno prima al Roland Garros, in una sfida ritardata per la pioggia. Nel 2012 si ripete contro la cinese Na Li, a sua volta finalista nella stagione precedente agli Australian Open, che pure vince un punto in più. Pensare che nei primi tempi sulla terra rossa confessava di sentirsi come “una mucca sul ghiaccio”. Per l'Italia il 2012 è soprattutto l'anno del trionfo di Sara Errani e Roberta Vinci. Unica coppia azzurra ad aver completato il Career Grand Slam, Sara e Jas trionfano senza perdere nemmeno un set lungo il percorso. In finale sotto i colpi delle azzurre le russe Ekaterina Makarova e Elena Vesnina per 62 75.

Sara Errani e Roberta Vinci, campionesse agli Internazionali BNl d'Italia 2012 (Foto FITP)

Sara Errani e Roberta Vinci, campionesse agli Internazionali BNl d'Italia 2012 (Foto FITP)

Nel 2013 trionfa Serena Williams, a undici anni di distanza dal primo successo al Foro Italico. Dopo aver trionfato a Miami (quarta giocatrice dopo Evert, Graf, Navratilova a vincere uno stesso torneo almeno sei volte) a Charleston e Madrid, a Roma non incontra ostacoli. Conosce solo trionfi. Lascia quattro game a Laura Robson, uno a Dominika Cibulkova, due a Carla Suarez Navarro nei quarti, tre a Simona Halep in semifinale, quattro a Victoria Azarenka in finale. In cinque partite, Serena Williams ha perso solo 14 game. A Roma, solo Evert (1975) e Sabatini (1991) hanno fatto meglio nell'Era Open, lasciando 13 giochi. Nel torneo di doppio la coppia azzurra Errani-Vinci non è riuscita a confermare il titolo conquistato 12 mesi prima. La vittoria è andata alla coppia asiatica formata da Shuai Peng e da Hsieh Su-wei.

Serena torna a imporsi nel 2014 contro Sara Errani, che però si fa male alla coscia sinistra a metà del primo set. L'azzurra, che nel torneo ha battuto Makarova, Li Na e Jankovic, nonostante le lacrime di dolore e rabbia resta in campo fino all'ultimo punto ma non ha certo la possibilità di difendersi contro Serena Williams, campionessa per la terza volta. Per la quarta dovrà aspettare solo due anni: nel 2016, dopo la finale contro la connazionale Madison Keys, mette in bacheca il trofeo numero 70, il quarto agli Internazionali BNL d'Italia. In mezzo trionfa Maria Sharapova.

Serena Williams con il trofeo degli Internazionali BNL d'Italia 2014 (Foto FITP)

Serena Williams con il trofeo degli Internazionali BNL d'Italia 2014 (Foto FITP)

Nei due anni successivi, nel biennio 2017-18, per la quarta volta nell’era Open, si è ripetuta la stessa finale femminile al Foro. Una simile eventualità non si verificava dal 1992, dal secondo successo consecutivo di Gabriela Sabatini su Monica Seles. Come allora, anche stavolta è identico anche l'esito: due successi dell'ucraina Elina Svitolina sulla rumena Simona Halep, condizionata però da un problema fisico nella seconda delle due finali al Foro Italico. Il primo dei due trionfi romani di Svitolina si tramuta in una rampa di lancio per il maritato balzo verso le alte sfere. Arriverà fino ai quarti al Roland Garros, vincerà il Wta Premier di Toronto e, soprattutto, le Wta Finals di Singapore. E l’11 settembre 2017 sarà per la prima volta sul podio assoluto, n.3 del mondo.

Nel 2019 si è imposta per la prima volta Karolina Pliskova, che non era mai andata oltre i quarti di finale nelle precedenti partecipazioni. La ceca ha sconfitto in due set Johanna Konta, prima britannica in finale agli Internazionali BNL d’Italia dal successo di Virginia Wade nel 1971.

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