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ATP Hangzhou, la finale sarà Medvedev-Rublev

I due russi, al decimo confronto diretto in carriera, si sfideranno per il titolo dopo aver battuto in semifinale il francese Jacquet e il n.84 del ranking Safiullin

| 28 settembre 2026

Daniil Medvedev (Getty)

Daniil Medvedev (Getty)

Saranno Andrey Rublev e Daniil Medvedev a contendersi il titolo dell'AITO Hangzhou Open (ATP250). Rublev, testa di serie n.2 del seeding, ha battuto in semifinale il francese Kyrian Jacquet in due set col punteggio di 76(1) 61 in poco meno di ottanta minuti e avrà così modo di andare a caccia del suo 19* titolo in carriera che poco contribuirà però al perfezionamento di una classifica che lo vede e continuerà a vederlo anche in caso di vittoria ancora alle porte della top20.

Jacquet avrà invece in eredità un best ranking da n.86, risultato di una settimana che nell'ordine lo ha visto imporsi su Vukic, Etcheverry e Marozsan e che tra pochi giorni lo vedrà al via del Japan Open atteso dal test contro il rientrante Holger Rune. Un set, tanto è durata la resistenza del francese contro un Rublev mai in difficoltà, calmo e paziente in attesa dell'occasione giusta per forzare il gioco e strappare la battuta al suo rivale. L'obiettivo, sfumato nel corso del nono game, è stato così rinviato al tie-break dove il russo ha preso il largo senza concedere alcun punto al suo rivale e consolidando percentuali e colpi che hanno poi reso inattaccabile il suo gioco per tutto il secondo set (oltre l'80% di punti estratti dalla prima e nessuna palla break concessa). Per il russo quella contro il francese è stata la vittoria n.30 del suo 2026, giunta un mese dopo la prematura eliminazione dagli US Open al secondo turno per mano dello spagnolo Merida Aguilar ma ancora insufficiente per garantirgli un sostanzioso balzo in classifica in quello che per lui è stato il primo torneo dello swing asiatico e che prossimamente lo vedrà in azione nel Masters1000 di Shanghai dove l'anno scorso uscì di scena al primo turno e in cui quest'anno potrebbe conquistare punti preziosi in vista dell'ultimo rettilineo della stagione.  

Andrey Rublev (Getty)

Andrey Rublev (Getty)

Ad attenderlo troverà Daniil Medvedev, amico a cui fece da padrino in occasione del battesimo della primogenita dell'ex numero uno del mondo e in vantaggio 7-2 negli scontri diretti. Più complesso il successo di Medvedev, giunto in due set col punteggio di 75 64 contro il connazionale Roman Safiullin (n.84) in quello che è stato anche il primo confronto diretto dei due in carriera, e più importante in quanto consente lui di consolidare la sua posizione all'interno della top10 e di circa quattrocento punti Rafa Jodar, numero nove della Race per Torino posizionatosi da mesi nella sua scia.

Passata sotto traccia la sua partecipazione a un ATP250, Medvedev ha saputo nel corso del torneo far pesare il suo status guadagnandone in confidenza partita dopo partita e ottenendone il massimo risultato all'insegna del cinico sforzo. Scampate tre palle break in apertura di match, Meddy ha puntellato il suo servizio gestendo sonnacchiosamente i turni di battuta del suo rivale fino all'agguato scagliato all'ultimo game con cui è riuscito a incamerare il primo parziale. Le percentuali ottenute, per quanto solide (anche lui oltre l'80% di punti ricavati dalla sua prima), non lo hanno messo al riparo dal ritorno in partita dell'ostico Safiullin bravo a centrare il break nel primo game del secondo set ma scostante poco dopo quando il parziale avrebbe invece reclamato maggiore precisione e pressione nel tentativo di spostare definitivamente l'inerzia del match dalla sua. Colto il disagio, Medvedev ha restituito in breve il break dispiegando lo stesso copione messo in atto nel primo set: turni incamerati con poco sforzo, primi test in prossimità del traguardo e affondo decisivo nell'ultimo game, lasciando il povero Safiullin con un pugno di mosche in mano e il rammarico di non aver osato quando il match gliene aveva dato l'opportunità.

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