L'ex numero 1 del mondo e quattro volte campione Slam Jum Courier analizza il tennis di Sinner e Alcaraz e il futuro del gioco. Le sue dichiarazioni al Tennis Insider Podcast, intervistato dalla ex Top 10 francese Caroline Garcia
di Alessandro Mastroluca | 12 febbraio 2026
"Il tennis degli ultimi 15 anni è straordinario. Abbiamo visto Roger Federer, Rafa Nadal, Novak Djokovic, Andy Murray, ora ammiriamo Jannik Sinner e Carlos Alcaraz che hanno vinto tutti gli ultimi nove Slam. Sono giovani, sono incredibili e si muovono benissimo. Sinner e Alcaraz non hanno debolezze. Penso che sarebbero stati molto competitivi con quei campioni".
Lo statunitense Jim Courier, ex numero 1 del mondo, due volte campione dell'Australian Open e due del Roland Garros, apprezzato intervistatore dei campioni di oggi, resta un attento osservatore del gioco. In una densa intervista all'ex Top 10 francese Caroline Garcia per il suo Tennis Insider Podcast, ha raccontato le differenze principali tra il tennis che ha conosciuto da protagonista e quello che osserva oggi da bordo campo.

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"Quindici anni fa potevi essere un top player anche con una debolezza. Nella mia generazione tutti avevano una debolezza, persino Sampras: se colpivi sul suo rovescio, eri al sicuro. Anche Rafa non aveva debolezze, così come Novak; Roger cambiò racchetta tardi nella sua carriera, quindi il suo rovescio diventò un’arma. Il suo rovescio è sempre stato molto buono, per la verità, ma contro Rafa era un problema. Oggi invece non è così, non c’è nessuna zona in cui ti senti al sicuro. Sono davvero felice di non dover giocare contro questi giocatori" ha aggiunto Courier.
"Quando il gioco è così veloce bisogna saper essere offensivi e coprire tutto il campo. Per questo la tecnica sarà davvero importante per la prossima generazione di giocatori che sta emergendo".
Courier analizza anche i fattori che hanno fatto evolvere il tennis in questa direzione. "Gli atleti sono più alti e più veloci, quindi il gioco è diventato più rapido. L’attrezzatura è più leggera e le corde generano più rotazione. Tutti hanno potenza. Per questo l’atletismo richiesto nel tennis di oggi è molto maggiore rispetto a quando ho iniziato a giocare nel circuito" ha detto.
La rapidità del tennis attuale è confermata dalla durata media degli scambi nei grandi tornei, che ha sostanzialmente continuato a ridursi dal 2021 al 2025. Anche sulla terra battuta, oggi, in media uno scambio non dura più di 4,5 colpi: di fatto uno dei due giocatori tocca la palla appena due volte, prima che il punto si concluda. Sul duro, la media scende ancora a 4 colpi, sull'erba addirittura a 3,5.
5 year rally lengths split by surface pic.twitter.com/FbvxapqfRL
— Matthew Willis (@mattracquet) February 4, 2026
La tendenza rimane inalterata nella sostanza, anche al variare della velocità delle superfici. Lo dimostrano i Masters 1000 del 2025. Il Court Pace Index, l'indice che misura la rapidità della superficie attraverso il comportamento della pallina dopo il rimbalzo, è passato da 29 (il più lento) a Monte-Carlo a 44,6 (il più veloce) a Toronto. La durata media degli scambi è passata dai 3,58 di Cincinnati (Court Pace Index 43) a 4,75 (Monte-Carlo).
Differenze non così marcate, dunque, che spiegano quanto sia difficile il tennis di oggi. Perché la pallina impiega in media appena più di un secondo a passare da una riga di fondo all'altra durante uno scambio, e tra sei e otto decimi di secondo al servizio o in risposta. "Il gioco è più veloce e più fisico, ma i giocatori oggi hanno un’assistenza migliore per prepararsi prima delle partite e per recuperare dopo. Hanno team più numerosi, che sembrano aiutarli a prolungare la carriera" ha sottolineato Courier.
Completed court speed for 2025 with CPI, ace rate, avg rally lengthhttps://t.co/gqVfiqc1CP pic.twitter.com/Im8clJ9HOg
— Matthew Willis (@mattracquet) November 17, 2025
La domanda sorge spontanea: quali sono i limiti? "La pallina da tennis però può viaggiare solo fino a una certa velocità restando dentro le righe. Non so quanto più forte si possa colpire. Un discorso a parte, però, va fatto per il servizio. Se i giocatori continuano a diventare più alti, questo aumenta la loro capacità di coprire il rettangolo di battuta a velocità maggiori. Forse questa è l’evoluzione. L’aspetto mentale del tennis, l’importanza di saper risolvere i problemi e gestire la pressione del momento, non è mai cambiato e non cambierà. Ma la fisicità è sicuramente cambiata molto e non so quanto ancora possa crescere" spiega l'ex numero 1 del mondo.
"È un po’ come chiedersi quanto più velocemente si possano correre i 100 metri alle Olimpiadi o di quanto si possa abbassare il tempo per vincere una maratona. Siamo più o meno ai limiti fisici per atleti di questa stazza, costruiti più come giocatori di basket ma capaci di muoversi in modo incredibile. Forse il gioco raggiungerà un altro livello. Non conosco la risposta, ma sono entusiasta di vedere dove andrà".