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ATP Shanghai: avanzano Zverev e Shelton, subito fuori Rublev

Il tedesco prosegue la sua marcia verso il trionfale finale di stagione non senza un piccolo spavento, eredità di una scivolata nel corso del match vinto contro Wu. Sakamoto compie l'impresa ed elimina Rublev. Nessun problema per Shelton, Tiafoe e Mensik

09 ottobre 2026

Alexander Zverev (Getty)

Alexander Zverev (Getty)

Dopo le sette partite in altrettanti giorni affrontate tra Hangzhou e Pechino - una finale e un quarto all'attivo - Andrey Rublev ha finito col pagar dazio alle sue recenti fatiche incappando in un'inattesa sconfitta alla prima uscita del Rolex Masters1000 di Shanghai contro il giapponese Rei Sakamoto (n.137) col punteggio di 64 64. Dopo la vittoria al primo turno contro l'argentino Trungelliti e quella colta in primavera contro lo statunitense Kovacevic, per il nipponico si è trattato della terza affermazione in carriera in un Masters1000, la quarta passa ora dall'australiano Alex De Minaur. Rublev, perso il servizio nel primo game, nel secondo non è riuscito a convertire l'unica palla break avuta a disposizione e bravo si è dimostrato Sakamoto nei restanti turni di servizio a concedere al russo appena quattro punti. Appena più combattuto il copione del secondo set con i due appaiati fino all'ottavo game col nipponico freddo quando chiamato ancora una volta a cancellare una seconda chance di break, e infine cinico quando si è trattato di andarsi a prendere il break decisivo nel penultimo game del match da lui chiuso con ben 26 vincenti, 8 ace e quasi il 50% di punti ottenuti rispondendo alla seconda dell'ex top10. 

Non si ferma invece Alexander Zverev. Dopo essersi tolto il peso di un titolo Slam a lungo atteso, il tedesco è pressoché certo di riuscire a chiudere la stagione da numero uno del mondo e potrà quindi disputare quest'ultimo segmento di 2026 leggero nella testa ma non per questo meno pesante nei suoi colpi. A farne le spese è stato il cinese Yibing Wu, battuto in novanta minuti col punteggio di 64 76(4). Ad annuvolare però il futuro del tedesco ci si è messa una scivolata rimediata sul 5-5 nel secondo set, con la caviglia sinistra uscita ammaccata. Un po' di paura, qualche massaggio e un po' di stretching ed è stato poi lo stesso Zverev a rassicurare il suo rivale, riprendere la sua posizione e portare a termine il match. Al terzo turno lo attende ora il francese Quentin Halys.

Nessun problema anche per Frances Tiafoe, semifinalista degli ultimi US Open e attuale n.6 della Race per Torino. Big Foe ha battuto in due set il tedesco Yannick Hanfmann con un doppio 6-4 e nel corso del quale è riuscito a mettere a segno appena sette punti in più del suo rivale. A costar caro al tedesco son stati 21 gratuiti, alcuni dei quali elargiti nei momenti chiave del match, un dettaglio che lo statunitense è invece riuscito a limare dal suo gioco e al quale ha affiancato una sempre maggior confidenza con le discese a rete e l'intraprendenza in risposta (45% sulla seconda altrui). Se nel primo set, dopo aver confidato nella statistica e aver colto il break al primo game, Tiafoe non è però riuscito a mantenere costante il livello del suo gioco concedendo ad Hanfmann la possibilità di tornare in partita salvo poi far pesare nuovamente il suo status con un secondo break e da lì involarsi verso la conclusione di un match in cui non ha più concesso alcuna chance al tedesco sigillando game dopo game una vittoria (la n.43 del suo 2026) che lo qualifica al terzo turno dove affronterà Alejandro Davidovich-Fokina. 

Passa il turno anche Ben Shelton, anch'egli reduce da un ottimo US Open e desideroso di giocarsi le sue chance a Torino in una Race che lo vede già qualificato. Il n.4 del mondo ha battuto in due set col punteggio di 63 76(6) Daniel Altmaier in un match protrattosi due ore per via di un secondo set altalenante, scandito da ben otto palle break e due turni di servizio concessi e risoltosi solo al tie-break. Per Shelton si è trattato della vittoria n.40 del 2026 ottenuta in larga parte grazie a un servizio che se da un lato gli ha concesso con la prima di aggiudicarsi quasi il 90% dei suoi punti, dall'altro lo ha fatto inciampare cinque volte in altrettanti doppi falli. Buon per lui che il gioco del tedesco, per quanto propositivo, non abbia potuto poggiarsi su percentuali in linea con l'ottimismo da lui messo in campo attestandosi appena sotto il 70% nel rendimento al servizio e incappando in 26 gratuiti che hanno finito col compromettere i 27 vincenti messi a segno.  Al terzo turno Shelton è atteso ora dal francese Arthur Gea.

Nessun problema invece per Jakub Mensik, qualificatosi di slancio grazie al netto successo con un doppio 6-3 nei confronti di Miomir Kecmanovic che nulla ha potuto contro un rivale capace di mettere a segno ben 14 ace senza concedere alcuna palla break. Ad impreziosire la performance del campione di doppio misto degli US Open sono stati anche i 29 vincenti a fronte dei soli 9 gratuiti concessi, indizi di una condizione che il ceco n.15 del mondo ora testerà contro Francisco Cerundolo.

Non si qualifica invece Tomas Machc, fermato dal n.19 del seeding Alexander Bublik col punteggio di 64 76(4). Non è un buon momento per Machac, il cui ultimo piazzamento risale all'ATP500 di Barcellona quando la sua corsa si arrestò ai quarti contro Rublev. L'infortunio patito in estate non è stato ancora smaltito del tutto complice le tre eliminazioni al primo turno rimediate tra Cincinnati, Winston-Salem e Flushing Meadows cui si aggiunge ora quella alla seconda uscita a Shanghai. Bublik, non a suo agio col veloce, dove la sua ultima finale risale invece all'esordio stagionale in quel di Hong-Kong, è riuscito a tenere saldo il controllo del gioco sfruttando i 18 ace messi a segno e i 27 gratuiti concessi dal suo rivale, alcuni dei quali giunti in maniera provvidenziale e che hanno impedito al ceco di riaprire la contesa, conclusasi così in poco meno di novanta minuti con il kazako atteso ora dalla prova del nove contro Brandon Nakashima (n.18), da lui mai affrontato in carriera e che lo precede di quattro posizioni nel ranking.

La palma del più ostinato va invece a Karen Khachanov, protagonista contro Arthur Ferydel match più lungo della giornata e conclusosi solo dopo oltre tre ore e mezza e dopo ben tre tie-break giocati. Dei 273 punti giocati il russo se ne è aggiudicati solo tre in più del britannico, con i due pressoché appaiati nel bilancio tra vincenti e gratuiti (44-44 per Khachanov, 48-47 per Fery) e alle prese rispettivamente con 11 e 13 palle break da fronteggiare. Il terzo turno contro Mannarino, almeno sulla carta, dovrebbe offrire un copione simile, ma l'ottavo di finale che potrebbe aprirsi contro Alex De Minaur è occasione che potrebbe riaccostare il russo alla top20 e mai giorno di riposo fu più gradito di quello che attende ora il semifinalista di Flushing Meadows.

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