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Djokovic conferma: "A Torino vorrei esserci"

Il serbo lancia il suo assalto alle Nitto ATP Finals dalla Svizzera facendo poi il punto sul via della prossima stagione: "Al 100% sarò in Australia, il resto lo deciderò insieme al team"

26 ottobre 2026

Novak Djokovic (Getty)

Novak Djokovic (Getty)

Quindici anni di attesa e una serie di coincidenze fortunate ci son volute per rivedere Novak Djokovic tornare a fare il suo ingresso alla St. Jakobshalle di Basilea. Dietro al caso però si cela sempre la necessità, che per il serbo in quest'ultimo segmento di stagione coincide con la volontà di provare a staccare il pass per le Nitto ATP Finals di Torino, torneo a cui negli ultimi due anni era stato costretto a dare forfait per diverse ragioni. 

Invitato al Six Kings Slam, esibizione in programma a Ryadh prima annullata e poi posticipata a fine dicembre per le crescenti tensioni registrate in Medio Oriente, con la settimana rimasta vacante il serbo ha chiesto una wild card per il torneo indoor svizzero, condizione questa - ed eccoci alla seconda fortuita coincidenza - che eviterà lui di fare i conti con quelle condizioni atmosferiche (caldo, umidità, afa) che nel corso della stagione tanto hanno pesato sul suo rendimento finendone con lo sgretolare il fisico a match in corso ed estromettendolo così prematuramente da alcuni eventi a cui lui invece aveva puntato con ambizione. 

"Hanno rinviato il torneo in Arabia Saudita che avrei dovuto giocare, quindi ho avuto una settimana extra libera. Sto giocando bene, mi sento bene. Non nel modo in cui mi piacerebbe ancora, ma competitivo per Basilea", ha esordito Djokovic nel corso di un'intervista rilasciata a Sportal. Parlando di condizioni fisiche e ripensando a quanto vissuto dal serbo durante gli ultimi mesi, è legittimo domandarsi se e quali siano stati i progressi avvertiti dall'ex n.1 del mondo una volta chiusosi lo swing asiatico. Ma anche in questo caso, il serbo ha preferito non sbilanciarsi preferendo non contribuire a diradare quella nube d'incertezza che ancora avvolge quel misterioso "malessere" di cui è stato vittima in stagione: "Non parliamone più - ha dichiarato il 24 volte campione Slam - Finché ci saranno persone ci sarà speculazione, è nella loro natura. Alla gente piace criticare, giudicare, sempre con informazioni insufficienti, ma è qualcosa a cui non presto attenzione. Non mi infastidisce né mi arrabbia, anzi. Ci sono altre cose che mi infastidiscono, cose molto più importanti".

Meglio allora concentrarsi sulle questioni di campo, del presente e dell'immediato futuro, partendo da Torino e dal Master di fine anno, torneo da lui vinto sette volte in carriera (nessuno come lui) e da cui era stato assente nelle ultime due edizioni: "Mi piacerebbe andare a Torino, vedremo cosa succede - ha confidato ancora Nole, distante 320 punti da Rafa Jodar, attualmente detentore dell'ultima casella a disposizione per la qualificazione finale - È stato più facile aggiungere un torneo ora perché sarà più facile per me a livello fisico: non c'è caldo, non c'è sole, non ci sono fattori esterni come quando giochiamo all'aperto".

 

Sul futuro a lungo termine, come c'era da aspettarsi, il serbo ha mantenuto il consueto riserbo svelando però quali saranno i suoi piani per l'avvio della prossima stagione, a partire proprio dal Six Kings Slam, evento posticipato al 27 dicembre che Nole intende mantenere nella sua schedule: "Giocherò l'esibizione della Six Kings Slam in Arabia Saudita - ha infatti affermato - Per la prossima stagione, so al 100% che ci sarò in Australia, e vedrò se giocherò un torneo prima dell'Australia o meno. Lo deciderò insieme al team. Ora l'attenzione è focalizzata sul finire la stagione nel miglior modo possibile".

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