-
Atp

La versione di Zverev: "Con Sinner ho fatto esperimenti"

“Sono passati otto anni - spiega il tedesco - dalla finale in cui ero a un set dalla vittoria (contro Isner, ndr), ma al di là di quello Miami è un posto che amo. Sto cercando di essere più aggressivo e ho fiducia che questo porterà risultati"

19 marzo 2026

20260319_Zverev_2.jpg

Puoi chiamarle sconfitte o puoi chiamarli esperimenti. Alexander Zverev, a Indian Wells, si è arreso in semifinale in modo netto a Jannik Sinner. Ma prima di Miami, la sua lettura di quella sfida si colloca a metà tra speranza e rassegnazione.

Zverev arriva comunque in Florida con buone sensazioni e con la consapevolezza di essere nel pieno di un percorso di cambiamento. Il tedesco ha completato un traguardo simbolico - almeno una semifinale in tutti i Masters 1000 - ma senza darci troppo peso.

“Onestamente - spiega in un'intervista per Tennis Legends - non ci avevo pensato più di tanto. È stato  bello però riuscire finalmente a giocare un buon tennis a Indian Wells, che è sempre stato un torneo complicato per me, dove in passato non avevo mai ottenuto grandi risultati. Fino alla semifinale credo di aver espresso un livello molto alto, poi sono rimasto un po’ deluso da quella partita. In generale però sono contento di come sta andando questa stagione finora”.

Miami rappresenta per Zverev un contesto diverso, quasi familiare. Qui ha già sfiorato il titolo e, soprattutto, si sente a casa.

“Sono passati otto anni dalla finale in cui ero a un set dalla vittoria (contro Isner, ndr), ma al di là di quello è un posto che amo. È una delle mie città preferite al mondo, mi piace tutto di Miami, anche fuori dal campo. C’è la mia squadra sportiva preferita, c’è un’atmosfera che mi dà energia. Spero che tutto questo si veda anche in campo”.

La versione di Zverev: "Con Sinner ho fatto esperimenti"

Il tema centrale del momento del tedesco è però la trasformazione del suo gioco. Negli ultimi mesi si è parlato molto di tennis più offensivo, ma Zverev sottolinea quanto sia difficile applicarlo davvero in campo. “Una cosa è dirlo, un’altra è farlo. Io quest’anno ci sto provando davvero, è un cambiamento che ho voluto apertamente. Anche in semifinale contro Jannik Sinner è stato quasi un esperimento: volevo vedere cosa succedeva giocando in modo iper-aggressivo. Probabilmente ho esagerato, sono andato troppo in quella direzione e non ha funzionato. Devo trovare il giusto equilibrio. Però sento che sto andando in quella direzione, che sto diventando il giocatore aggressivo che voglio essere. Ci saranno partite meno buone, è normale, ma più lo faccio e più migliorerò”.

Un cambiamento che implica anche una diversa gestione dell’errore e delle emozioni. “Accettare più errori non è facile, ma è un prezzo che sono disposto a pagare. A 28-29 anni penso che valga la pena provarci. E sì, serve anche coraggio dal punto di vista emotivo: devi ricordarti di farlo nei momenti più importanti, in quelli difficili. Credo di esserci riuscito abbastanza e continuerò su questa strada”.

La versione di Zverev: "Con Sinner ho fatto esperimenti"

L’obiettivo è chiaro: arrivare, attraverso continuità e fiducia, alla migliore versione possibile, sul cemento e altrove. “Non so se sono già vicino alla mia miglior versione sul duro, ma penso che dipenda dal continuare a giocare queste partite e dal mantenere questo stile abbastanza a lungo. Sono convinto che nel corso dell’anno ci arriverò”.

In un contesto come quello di Miami, il servizio resta comunque un fattore determinante. “Qui il servizio è uno dei colpi più importanti, un po’ come a Indian Wells. Può decidere tanti punti e tante partite. In generale quest’anno ho servito bene, anche se ci sono state eccezioni, come la semifinale. Quando però il servizio funziona, è qualcosa su cui posso sempre contare nei momenti chiave. È il colpo che ti tira fuori dai guai quando conta davvero”.

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti