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Umag, il torneo degli italiani. Tra stelle e mare

Flavio Cobolli guida il tabellone come testa di serie numero uno, confermando che questa settimana tradizionalmente complicata del calendario, quella immediatamente successiva a Wimbledon, resta comunque importante per giocatori e pubblico di casa nostra

14 luglio 2026

Il Centrale di Umago

Il Centrale di Umago

Ci sono tornei che, per la loro storia e per il loro fascino, nonché per i nomi dell'albo d'oro, riescono a costruirsi un'identità ben precisa che va oltre la loro categoria. Il 250 di Umag, Istria, è uno di questi. Per il tennis italiano rappresenta molto più di una semplice tappa estiva sulla terra battuta: insiem a quello di Monte-Carlo è il torneo più vicino a casa dopo quelli disputati sul territorio nazionale, una trasferta che per migliaia di tifosi richiede poche ore (o addirittura pochi minuti) d'automobile e che, anno dopo anno, ha finito per assumere quasi il sapore di un appuntamento domestico.

Non sorprende, allora, che anche l'edizione 2026 abbia un forte accento azzurro. Flavio Cobolli guida il tabellone come testa di serie numero uno, confermando che questa settimana tradizionalmente complicata del calendario, quella immediatamente successiva a Wimbledon, resta comunque importante per giocatori e pubblico di casa nostra. Confermando altresì che a Umag, agli italiani, tengono in modo particolare.

Umag, il torneo degli italiani. Tra stelle e mare

Ma definire Umag come 'il torneo degli italiani' non è soltanto una questione geografica. È la storia stessa della manifestazione a suggerirlo. Nato nel 1990, l'evento a due passi da Trieste ha spesso rappresentato un trampolino di lancio per i big del circuito. Qui hanno conquistato il primo titolo Atp della carriera Stan Wawrinka (nel lontano 2006) e Carlos Alcaraz (nel 2021), ma sui campi dell'Istria sono passati anche futuri numeri uno del mondo come Thomas Muster, Marcelo Ríos, Juan Carlos Ferrero, Carlos Moya (vincitore di 5 edizioni), Rafael Nadal, Novak Djokovic e, naturalmente, Jannik Sinner. Gli organizzatori ricordano con orgoglio di aver ospitato nove futuri numeri uno e diciassette campioni Slam, numeri eccezionali per un 250.

In questo contesto, gli italiani hanno saputo ritagliarsi uno spazio sempre più importante. Dopo 4 finali perse (2 Volandri, Starace e Fognini), il primo a trionfare fu proprio Fabio Fognini nel 2016. Due anni più tardi arrivò Marco Cecchinato, protagonista della miglior stagione della carriera, che in precedenza gli aveva portato in dote la storica semifinale al Roland Garros. Nel 2022 fu invece la volta di Jannik Sinner, capace di piegare in finale un 19enne Carlos Alcaraz in uno scontro che, col senno di poi, assume il valore di un gustoso antipasto fra due futuri dominatori del circuito. L'ultimo capitolo è freschissimo: nel 2025 Luciano Darderi ha superato Carlos Taberner in finale, regalando all'Italia il quarto titolo azzurro nella storia del torneo.

Umago: il vincitore Jannik Sinner ed il finalista Carlos Alcaraz

Umago: il vincitore Jannik Sinner ed il finalista Carlos Alcaraz

Quattro successi in dieci anni (ma nove edizioni), con in aggiunta le finali di Paolo Lorenzi (2017, perse contro Rublev) e Lorenzo Musetti (2024, sconfitto da Francisco Cerundolo) raccontano molto meglio di qualsiasi statistica quanto il rapporto fra Umag e il tennis italiano sia diventato speciale.

Naturalmente c'è anche una spiegazione tecnica. Le condizioni di gioco sono quelle che hanno plasmato per anni le estati italiane del tennis, prima che il nostro movimento si convertisse anche ai campi duri. Caldo, umidità a volte estrema, una superficie che premia chi sa costruire lo scambio senza rinunciare all'iniziativa. Non è un caso che tanti specialisti della terra battuta abbiano trovato proprio qui una delle settimane migliori della stagione.

Poi c'è il pubblico. Basta passeggiare tra gli spalti del Goran Ivanisevic Stadium (spesso con lo stesso Goran in tribuna) per rendersi conto che il confine è davvero vicino. Le bandiere tricolori sono sempre numerose, così come gli appassionati arrivati da Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Per molti giocatori italiani, Umag è uno dei pochi tornei all'estero in cui la sensazione è quella di giocare praticamente in casa.

Umag, il torneo degli italiani. Tra stelle e mare

Flavio Cobolli proverà ad aggiungere il proprio nome all'albo d'oro azzurro. Il romano arriva in Croazia con uno status diverso rispetto al passato: oggi è la prima testa di serie del torneo, stabilmente fra i top 10 e uno dei protagonisti più attesi della settimana. Dopo gli straordinari progressi degli ultimi dodici mesi, dopo la finale di Parigi persa al quinto con Zverev, tocca a lui raccogliere un'eredità pesante, quella lasciata da Fognini, Cecchinato, Sinner e Darderi. 

In fondo è proprio questo il fascino di Umag. Da oltre trent'anni, col suo stadio-bomboniera, rappresenta un ponte fra il tennis dell'Europa dell'Est, in particolare quella dei balcani, e il movimento italiano, un torneo capace di mescolare vacanza (lo stadio è sul mare, i campi secondari sono accessibili a tutti senza il biglietto dedicato al Centrale) e grande tennis, giovani in rampa di lancio e campioni affermati. Con una storia di campioni che non sfigura nemmeno di fianco agli Slam.

Umag, il torneo degli italiani. Tra stelle e mare

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