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Sinner a passo spedito: "La mia motivazione? Trovare soluzioni"

"Oggi - dice Jannik - faceva un po’ più caldo e quindi la superficie tende a diventare più scivolosa, perché si asciuga prima. A inizio set bagnano la terra e hai più grip, poi cambia. Però stiamo prendendo sempre più confidenza, giorno dopo giorno"

26 aprile 2026

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Avanza senza esitazioni, Jannik Sinner nel 1000 di Madrid. Il numero uno del mondo supera in due set il danese Elmer Moller e conquista gli ottavi di finale, confermando solidità e capacità di adattamento anche in condizioni particolari come quelle della Caja Magica.

Il tema delle condizioni di gioco, già emerso nei giorni precedenti, resta centrale nel post partita: “Più o meno il campo era lo stesso dei giorni precedenti - ha spiegato Sinner - ma molto dipende dalla temperatura e dal sole. Oggi faceva un po’ più caldo e quindi la superficie tende a diventare più scivolosa, perché si asciuga prima. A inizio set bagnano la terra e hai più grip, poi cambia. Però stiamo prendendo sempre più confidenza: giorno dopo giorno ti muovi meglio, ti abitui, e oggi le sensazioni erano buone”.

Un adattamento continuo, che rappresenta una delle chiavi della sua stagione. “A Madrid c'è una terra battuta particolare, direi quasi una categoria a sé. Devi capire cosa funziona qui, perché è diverso da altri tornei sul rosso. È questo che cerco di fare: mettermi nelle migliori condizioni per vincere più partite possibili”.

La vittoria contro Moller si inserisce in una striscia impressionante nei Masters 1000, 24 partite vinte di fila, ma Sinner mantiene il solito approccio pragmatico, senza guardare ai numeri: “Non penso a queste cose. Non posso paragonarmi a nomi come Rafael Nadal, Roger Federer o Novak Djokovic. Loro hanno fatto qualcosa di incredibile, io sono solo all’inizio. Cerco di dare il massimo in ogni partita: se vinco bene, altrimenti so di aver fatto tutto quello che potevo”.

Sinner a passo spedito: "La mia motivazione? Trovare soluzioni"

Un atteggiamento che riflette anche il modo in cui costruisce la sua motivazione: “Non do mai nulla per scontato. Cerco sempre di capire cosa funziona nelle diverse condizioni. Indian Wells e Miami, per esempio, sono completamente diversi, e poi arrivi sulla terra con poco tempo per adattarti. Qui a Madrid è ancora diverso. La mia motivazione nasce proprio da questo: capire, migliorare, trovare soluzioni. Non c’è una formula magica, è lavoro quotidiano, in allenamento e in partita”.

Nel corso della conferenza stampa, Sinner ha anche mostrato attenzione verso le nuove generazioni, soffermandosi in particolare sull'iberico Rafa Jodar: “È un giocatore molto, molto talentuoso. Colpisce la palla in modo pulito, con una potenza naturale. Si sente dal suono della racchetta. Fa parte di una generazione molto interessante, con tanti ragazzi forti. Mi piace anche la sua mentalità: sembra calmo, umile. Ha un grande futuro davanti”.

A Madrid c'è una situazione di allerta, con diversi giocatori colpiti da un virus: “Ho sentito di vari ritiri. Io passo poco tempo qui, arrivo prima del match e vado via dopo l'allenamento. Però può succedere: siamo sempre a contatto tra spogliatoi, ristoranti e palestra. Basta poco...”.

Sinner a passo spedito: "La mia motivazione? Trovare soluzioni"

Sul suo attuale livello, Sinner non si sbilancia. "Posso dire che a Madrid se servi bene hai un grande vantaggio, ma qui è sempre difficile capire se hai giocato bene o no. Tutto va molto veloce normalmente".

Infine, prima di chiudere, l'inevitabile domanda sul grande assente, di oggi e di domani: Alcaraz. "Carlos? I nostri contatti sono una questione personale, di cui non voglio parlare pubblicamente. Qui in Spagna la sua assenza si sente, come si sentirà al Roland Garros, che è un torneo ancora più prestigioso. Sono cose che accadono e non possiamo farci nulla".

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