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Under 20: tre in fuga, in una generazione di talento (con l'Italia protagonista)

Sul podio ci sono Rafael Jodar, Joao Fonseca e Martin Landaluce, già capaci di produrre risultati importanti nel circuito maggiore e di costruire un margine consistente sugli altri. Alle loro spalle, invece, nel ranking loro riservato è iniziata una corsa molto più aperta...

02 agosto 2026

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La fotografia del tennis Under 20, estate 2026, racconta quasi due corse differenti. Sul podio ci sono Rafael Jodar, Joao Fonseca e Martin Landaluce, già capaci di produrre risultati importanti nel circuito maggiore e di costruire un margine consistente sugli altri. Alle loro spalle, invece, nel ranking loro riservato è iniziata una corsa molto più aperta: appena quaranta punti separano il quarto dall’ottavo posto e ogni buona settimana a livello Challenger (o, perché no, Atp) può cambiare completamente la classifica.

Il dominatore al momento è Rafael Jodar, salito oltre i 1800 punti dopo Washington. Lo spagnolo ha battuto Arthur Fils e Kei Nishikori, poi ancora Lorenzo Musetti, confermando una stagione che lo ha già visto arrivare in semifinale a Marrakech e soprattutto nei quarti al Roland Garros. A Parigi lui e Fonseca sono diventati la seconda coppia di teen-ager capace, in questo secolo, di raggiungere contemporaneamente i quarti in uno Slam. Jodar non è più soltanto il favorito per chiudere la stagione degli Under 20 al comando: ormai frequenta stabilmente un livello che va ben oltre i confini della categoria. Con un pensiero pure alle Nitto ATP Finals di Torino.

Alle sue spalle, con 1.050 punti, c’è Joao Fonseca. Il brasiliano rimane il nome più conosciuto della generazione, anche se il vantaggio costruito da Jodar è diventato piuttosto ampio, almeno in termini di punti. Fonseca ha raggiunto il suo primo quarto di finale Slam al Roland Garros, dove ha battuto anche Novak Djokovic, e a Wimbledon è arrivato al terzo turno per il secondo anno consecutivo. La potenza dei suoi colpi e la capacità di adattarsi rapidamente alle superfici continuano a distinguerlo, ma la stagione è stata condizionata anche da qualche problema fisico: prima il fastidio al polso che lo ha costretto a rinunciare ad Amburgo, poi quello alla spalla che gli ha impedito di giocare a Eastbourne. Con il podio Under 20 blindato, il suo vero obiettivo è ormai consolidarsi fra i migliori del circuito.

Under 20: tre in fuga, in una generazione di talento (con l'Italia protagonista)

Il terzo gradino appartiene a Martin Landaluce, fermo a 678 punti dopo l’eliminazione all’esordio a Los Cabos. Il ventenne madrileno ha vissuto una primavera di enorme qualità: partendo dalle qualificazioni è arrivato nei quarti al Masters 1000 di Miami, battendo Karen Khachanov e Sebastian Korda, e ha ripetuto il risultato agli Internazionali BNL d’Italia, dove ha impegnato Daniil Medvedev fino al 7-5 del terzo set. Anche sull’erba ha mostrato di poter reggere il livello, portando Taylor Fritz al tie-break decisivo a Stoccarda. Jodar e Fonseca hanno prodotto i picchi clamorosi, ma Landaluce è forse quello che ha dimostrato con maggiore continuità di potersi inserire stabilmente nei piani alti del Tour.

Poi comincia un altro campionato. Federico Cinà è quarto con 266 punti, appena tre in più di Diego Dedura. Il siciliano ha raccolto meno rispetto ai primi tre, ma ha continuato ad aggiungere esperienze importanti. Al Roland Garros ha superato le qualificazioni battendo Bernard Tomic e Alexis Galarneau, quindi nel tabellone principale ha conquistato la prima vittoria Slam della carriera contro Reilly Opelka. Era già riuscito a vincere incontri nel circuito maggiore a Miami e Madrid nel 2025, ma la stagione attuale lo ha visto soprattutto compiere un passo avanti nella continuità. La posizione resta complessa da difendere, perché il gruppo alle sue spalle è vicinissimo, ma Cinà ha ancora margini tecnici e fisici evidenti.

La crescita più significativa delle ultime settimane è quella di Diego Dedura, quinto a quota 263. Il tedesco ha conquistato domenica a Tampere il primo titolo Challenger della carriera, diventando a diciotto anni il più giovane campione del circuito cadetto nel 2026. In finale ha superato Otto Virtanen al termine di tre set, confermando una crescita già anticipata nel 2025 dalla prima vittoria ATP ottenuta a Monaco contro Denis Shapovalov. Il successo in Finlandia gli ha consentito di passare in un colpo solo al cuore della corsa: oggi Cinà, Dedura e Kouamé sono raccolti in appena nove punti.

Federico Cinà (Getty Images)

Federico Cinà (Getty Images)

A proposito, a quota 257 punti conquistati nel 2026 c’è proprio Moise Kouamé, il più giovane fra i primi otto. Il francese ha soltanto diciassette anni, ma ha già ottenuto quattro vittorie nel circuito maggiore nel corso del 2026. A Miami ha battuto Zachary Svajda, mentre al Roland Garros ha superato Marin Cilic e Daniel Vallejo, arrivando al terzo turno in un tripudio dei suo connazionali, che hanno già cominciato ad amarlo. Kouamé non possiede ancora la continuità dei giocatori che lo precedono, come ha confermato la sconfitta all’esordio a Los Cabos, ma il suo potenziale è forse il più difficile da misurare. Il norvegese Nicolai Budkov Kjaer ha invece già costruito una carriera importante a livello Challenger. Campione junior a Wimbledon nel 2024, lo scorso anno ha conquistato quattro titoli nel circuito cadetto: Glasgow, Tampere, Astana e Mouilleron-le-Captif. Nel 2026 non ha ancora prodotto lo stesso ritmo, ma quella esperienza lo rende uno dei candidati più solidi ai titoli nella fase della stagione in arrivo. Ha già dimostrato di saper vincere settimane intere e di poter accumulare rapidamente punti nei tornei indoor, che diventeranno centrali negli ultimi mesi.

Subito dopo troviamo Henry Searle. Il mancino britannico, campione junior a Wimbledon nel 2023, ha trovato la propria svolta sull’erba: a giugno ha vinto a Dublino il primo Challenger della carriera, diventando il più giovane campione su quella superficie dai tempi di Alex de Minaur. Ha poi allungato a dieci la serie di successi consecutivi nel circuito. La vera domanda riguarda la capacità di trasferire quella fiducia sul cemento e nei tornei indoor, ma la sua progressione estiva lo ha trasformato da inseguitore a candidato concreto per un posto tra i migliori della categoria. Alle spalle dei primi otto, ecco Joel SchwaerzlerRei Sakamoto. Entrambi erano già presenti nelle prime otto posizioni a giugno e possono rientrare con un solo buon risultato. L’austriaco Schwaerzler, mancino e campione junior al Roland Garros 2024, possiede un tennis pesante particolarmente adatto alla terra e ai campi indoor. Il giapponese Sakamoto, vincitore dell’Australian Open junior 2024, ha invece servizio e capacità di muoversi rapidamente nei Challenger sul veloce.

L'orgoglio del francese Moise Kouame al Roland Garros (Getty Images)

L'orgoglio del francese Moise Kouame al Roland Garros (Getty Images)

Più indietro, ma sempre molto vicini, ci sono Felix Balshaw e Darwin Blanch. Blanch è quello che offre le maggiori garanzie di poter produrre un improvviso salto di classifica: ha già vinto incontri a livello Atp contro Borna Coric e Jan-Lennard Struff e di certo non gli manca il talento. Balshaw è meno conosciuto, ma la sua posizione dimostra una continuità sufficiente per restare nel giro. Merita attenzione ovviamente anche l'azzurro Jacopo Vasamì, tredicesimo con 129 punti e secondo italiano nella categoria. Il romano ha ancora davanti diversi mesi per ridurre il divario da chi lo precede, ma per lui vale il discorso che vale per tutti gli altri: a questa età bisogna pensare a costruire il proprio bagaglio tecnico, prima che ai risultati immediati. Ancora più spettacolare è stata l’accelerazione di Cruz Hewitt: grazie alle vittorie nelle qualificazioni e nel tabellone di Washington, compreso il successo su Marcos Giron, il diciassettenne australiano è già balzato dal 44° al 17° posto. È ancora distante dal vertice, ma la sua settimana dimostra quanto velocemente possa cambiare la situazione quando un giovane trova spazio in un '500'.

A fine luglio, dunque, Jodar, Fonseca e Landaluce sembrano aver già preso il largo. Per gli altri non esiste invece alcuna certezza: Cinà è quarto, ma possiede soltanto quaranta punti di margine su Schwaerzler, attualmente nono. Dedura arriva dal primo titolo, Kouamé è il più giovane, Budkov Kjaer sa come si vincono i Challenger e Searle ha appena scoperto una nuova dimensione. La mappa del futuro mostra una generazione nella quale alcuni hanno già raggiunto i quarti di uno Slam, mentre altri stanno ancora imparando a vincere nei Challenger. Le distanze sembrano importanti, ma tutto può cambiare nello spazio di una settimana. In fondo, a nemmeno 20 anni, si impara in fretta.

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