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La Race di doppio tra dubbi e certezze, si accende la lotta per Torino

Simone Bolelli e Andrea Vavassori, quarti, hanno già quasi raggiunto quei 4150 punti che nel 2025 permisero loro di qualificarsi come settima coppia, davanti a Harrison e King (con 3830). Al comando, e nettamente, Heliovaara e Patten

14 agosto 2026

Simone Bolelli e Andrea vavassori durante la semifinale delle Nitto ATP Finals (Foto Fitp)

Simone Bolelli e Andrea vavassori durante la semifinale delle Nitto ATP Finals (Foto Fitp)

Harri Heliovaara e Henry Patten hanno già tolto ogni dubbio sulla propria qualificazione per le Nitto ATP Finals di Torino, fronte doppio. Anzi, sono stati i primi a staccare ufficialmente il pass. Nel corso dell’anno hanno vinto cinque titoli, fra i quali Wimbledon e il Masters 1000 di Madrid. Hanno già portato il totale del bottino oltre 7.000 punti: un vantaggio enorme sugli altri che rende il primo posto nella Race quasi una questione privata.

Molto più interessante è ciò che succede alle loro spalle. Marcel Granollers e Horacio Zeballos sono secondi con 4.610 punti. Non hanno costruito la stagione sulla quantità, ma hanno messo sul tavolo il risultato che pesa di più: il secondo Roland Garros consecutivo, conquistato battendo proprio Heliovaara e Patten in finale. A 40 e 41 anni continuano a rappresentare una delle coppie più affidabili del circuito, capace di scegliere bene i tornei e arrivare comunque preparata dove conta. A Montreal sono usciti subito contro Nys e Roger-Vasselin, ma il margine sulla zona calda resta consistente e la qualificazione non dovrebbe sfuggire.

La Race di doppio tra dubbi e certezze, si accende la lotta per Torino

In ottima posizione anche Marcelo Arevalo e Mate Pavic, una delle coppie più abituate a stare in alto. Nel 2026 hanno raccolto meno titoli rispetto ad altri, ma hanno giocato tre finali già prima dell’estate, vincendo al Queen’s e arrivando fino all’ultimo atto a Wimbledon. La loro stagione ha avuto meno picchi rispetto al 2025, ma il volume di risultati rimane da coppia da Finals.

Poi arrivano i nostri. Simone Bolelli e Andrea Vavassori sono quarti a 3.940, un bottino che non dà ancora la certezza matematica di andare a Torino, ma che rende l'approdo in Piemonte un obiettivo molto concreto. Soprattutto perché il loro 2026 ha avuto momenti di altissimo livello. Rotterdam, Miami, Roma: tre titoli, due dei quali Masters 1000, con la vittoria agli Internazionali BNL d'Italia che li ha resi la prima coppia italiana campione a Roma nell’Era Open. L’uscita al debutto a Montreal contro Luz e Matos ha frenato la corsa, ma non cambia il quadro. Bolelli e Vavassori hanno oltre 1.000 punti di vantaggio sulla coppia che oggi occupa l’ottavo posto. Simone e Andrea hanno inoltre già quasi raggiunto quei 4150 punti che nel 2025 permisero loro di qualificarsi come settima coppia, davanti a Harrison e King (con 3830).

Kevin Krawietz e Tim Puetz alle Nitto ATP Finals (Getty Images)

Kevin Krawietz e Tim Puetz alle Nitto ATP Finals (Getty Images)

La posizione numero 8, l’ultima che vale Torino, appartiene oggi a Orlando Luz e Rafael Matos, vincitori a Montreal e capaci di fare un salto importante grazie al torneo canadese, sfondando il muro dei top 10 con 2860 punti e mettendosi in ottima posizione per Torino. Poi però ci sono i concorrenti, a partire da una coppia che sa bene come vincere i tornei che contano: Kevin Krawietz e Tim Puetz con 2.820 punti. Dietro, c’è pochissimo spazio per respirare. Sadio Doumbia e Fabien Reboul sono noni a 2.780: quaranta punti di differenza da chi li precede, 80 dai top 8, praticamente nulla.

Julian Cash e Lloyd Glasspool seguono a 2.710. Tre coppie racchiuse in 110 punti e quattro in 150, quando mancano ancora Cincinnati, US Open, la parte asiatica della stagione e i Masters 1000 autunnali. Krawietz e Puetz hanno dalla loro l’esperienza e il titolo conquistato quest’anno a Monte-Carlo, ma il loro ottavo posto oggi vale più come bersaglio che come garanzia. Basta una semifinale pesante o un titolo di chi insegue per riscrivere tutto.

La Race di doppio tra dubbi e certezze, si accende la lotta per Torino

Dietro di loro la classifica si comprime di nuovo. Hugo Nys ed Edouard Roger-Vasselin sono a 1.835, Austin Krajicek e Nikola Mektic a 1.810, Jakob Schnaitter e Mark Wallner a 1.785. Cinquanta punti separano la dodicesima dalla quattordicesima coppia. In questa zona non esistono margini: una settimana buona significa guadagnare tre posizioni, una prematura eliminazione può costare terreno difficilissimo da recuperare.

Più lontani quelli che adesso possono solo sognare una impresa. Constantin Frantzen e Robin Haase, quindicesimi a 1.467, seguiti da Luke Johnson e Jan Zielinski a 1.430 e Adam Pavlasek e Patrik Rikl a 1.405. Sono ancora dentro la corsa, ma da qui in poi cambia la prospettiva: non basta più essere regolari, serve un risultato pesante. Una finale in un Masters 1000, un grande US Open, magari un titolo in un 500. Senza uno strappo, la distanza dall’ottavo posto rischia presto di diventare troppo ampia. Jason Kubler e Marc Polmans sono diciottesimi con 1.200 punti, Vasil Kirkov e Bart Stevens diciannovesimi a 1.167, Robert Cash e JJ Tracy ventesimi a 1.087. Da quella zona Torino è lontana, ma non ancora fuori portata matematica.

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