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Le dichiarazioni più particolari o divertenti nell'ultima settimana dei circuiti Atp e Wta. Dal rapporto di Aryna Sabalenka coi suoi giovani fan, alle previsioni sbagliate di Djokovic e Shelton
17 agosto 2026
SAPETE CHE GIOCO ANCHE TENNIS?
“Credo che i bambini mi apprezzino per il mio TikTok. Corrono verso di me dicendo: ‘Adoro il tuo TikTok’, e io chiedo loro: ‘Sapete che gioco anche a tennis?’. Mostrarmi su TikTok serve a connettermi con i più giovani. L'obiettivo è essere un'ispirazione per loro”. (Aryna Sabalenka sulla sua popolarità social).
NOSTALGIA DI CASA
“Non posso giocare, voglio andare via. Non voglio più giocare. Questa tournée la odio con tutto me stessa, voglio tornare a Buenos Aires”. (Francisco Cerundolo a Cincinnati, durante un set d’allenamento con Joao Fonseca).
PREVISIONE SBAGLIATA
“Il mio corpo ha reagito molto bene dopo Wimbledon. Credo di non essermi sentito così bene dopo un torneo del Grande Slam da più di due anni. Sono in salute e ho molta voglia di giocare”. (Novak Djokovic prima del debutto a Cincinnati, dove ha perso all’esordio accusando problemi fisici).
SHELTON COME NOLE (AL MICROFONO)
“Vincere un titolo nel modo in cui l'ho fatto questa settimana sarà molto più facile per il mio corpo in vista di Cincinnati. Lo scorso anno sono arrivato lì completamente distrutto, cercando semplicemente di sopravvivere. Fisicamente, quest'anno, mi sento molto meglio”. (Ben Shelton dopo il successo a Montreal: a Cincinnati ha perso al primo ostacolo).
SINNER MENTORE
“Lo scorso anno, a Torino, Sinner e il suo team chiedevano sempre di potersi allenare con noi. È stata una bellissima occasione. Jannik e il suo team sono stati gentilissimi e ci hanno dato consigli molto importanti”. (Emanuel Rehola, coach del giovane talento Maxim Mrva, sugli allenamenti con Sinner alle Nitto ATP Finals).
LE SCARPE DI JODAR
“È una situazione che non posso controllare. I lacci delle mie scarpe si sono rotti e ho avuto bisogno di tempo per sostituirli. Cercherò di avere delle scarpe di riserva pronte per il prossimo incontro, così da ridurre il tempo di stop nel caso mi dovesse succedere di nuovo”. (Rafael Jodar sulla polemica sollevata da Shapovalov, costretto ad attendere che lo spagnolo risolvesse il problema con le scarpe).
RELAZIONE COMPLICATA
“Sono in un capitolo della mia vita nel quale sto evolvendo verso una versione diversa di me stesso, di Stefanos Tsitsipas. Prima sentivo che molte cose erano controllate e determinate da mio padre, lasciavo molte responsabilità nelle sue mani per gestire determinate cose. Sento che ora è il mio momento per decidere con chi voglio lavorare, cosa voglio fare e cosa voglio raggiungere. Ho un buon rapporto con mio padre, ma non posso averlo come allenatore. La relazione tra padre e figlio è sempre stata complicata e continuerà a esserlo per altri anche in futuro”. (Stefanos Tsitsipas sulla scelta di abbandonare la guida di papà Apostolos).
MANCANZA DI TEMPO
“Il calendario è intenso. Ne parlo da anni e non voglio ripetermi, ma non c’è nemmeno tempo per festeggiare le vittorie, neanche dopo i tornei del Grande Slam. Senza il tempo per godersi certi risultati, lavorare per provare a rivivere certe situazioni perde di significato”. (Iga Swiatek).
FUOCO INTERIORE (DA RITROVARE)
“Del Medvedev del 2019 prenderei il fuoco interiore che avevo in quel momento, quel fuoco tipico della giovinezza, che poi si tende a smarrire col tempo. Con la conoscenza che ho adesso potrei riuscire a canalizzarlo nella maniera corretta. Sempre che riesca a trovare il modo per farlo”. (Daniil Medvedev sulle differenze col se stesso del passato).