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Jodar insegue la storia: mai nessuno alle Finals partendo da così lontano

Dovesse guadagnarsi le Nitto ATP Finals, per le quali è pienamente in corsa da n.7 della Race, Rafael Jodar diventerebbe soltanto il terzo giocatore a qualificarsi in una stagione iniziata fuori dai top-100. Gli altri due sono stati Agassi (1998) e Ivanisevic (2001), ma entrambi erano già campioni affermati. Per lui varrebbe molto di più

23 agosto 2026

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Sconosciuto a molti a gennaio, autentica garanzia solo qualche mese più tardi, con grandi chance di arrivare molto presto fra i primi 10 giocatori del mondo. Rafael Jodar è sempre più la rivelazione di questa stagione, iniziata da numero 165 della classifica e senza mai aver giocato una partita nel Tour maggiore, nemmeno a livello di qualificazioni, ma già sufficiente per catapultarlo fino all’undicesima posizione. Di rado si è vista una scalata come la sua, fatta di tappe importanti bruciate quasi fossero banali, tanto da rendere credibile la sua qualificazione per le Nitto ATP Finals di Torino.

Col terzo turno a Miami è entrato fra i primi 100 e poi è andato sempre più su: primo titolo a Marrakech, top-50 con la semifinale a Barcellona, top-30 coi quarti a Roma (dopo quelli di Madrid), primo quarto Slam al Roland Garros, top-15 con la finale a Washington, numero 11 oggi dopo la prima semifinale in un Masters 1000, a Montreal. Da gennaio ha già vinto 36 partite, meno soltanto di Jannik Sinner e Alexander Zverev, ma soprattutto ha messo insieme la bellezza di 2.499 punti, che lo collocano al settimo posto nella Race, dunque pienamente inserito nel gruppetto di una decina di giocatori che, allo stato attuale, si giocano le posizioni dalla sesta all’ottava.

Se la corsa verso Torino terminasse oggi, all’Inalpi Arena ci sarebbe un posto anche per lui: qualcosa di inimmaginabile a gennaio e nemmeno fino alla primavera o forse oltre, ma diventato un obiettivo sempre più chiaro e concreto di settimana in settimana. Dovesse farcela, come molti ormai credono, Jodar diventerebbe solamente il terzo a qualificarsi per le Finals in una stagione iniziata fuori dalla top-100. Ma con una distinzione che renderebbe il suo risultato ancora più clamoroso.

Jodar insegue la storia: mai nessuno alle Finals partendo da così lontano

Il teenager madrileno, infatti, andrebbe a fare compagnia a due mostri sacri della racchetta come Andre Agassi e Goran Ivanisevic, il primo grazie alla stagione 1998, il secondo per il suo 2001. Tuttavia, entrambi erano già tennisti affermati anche prima di quell’anno: lo statunitense aveva già tre Slam in bacheca ed era stato al comando del ranking ATP, il croato era arrivato fino al numero 2. E sia l’uno sia l’altro avevano già disputato svariate edizioni dell’allora ATP Tour World Championship o Tennis Masters Cup. Semplicemente, erano indietreggiati parecchio in classifica e in quelle due stagioni riuscirono a rilanciarsi.

Agassi iniziò l’anno da numero 110 e si spinse fino alla quarta posizione, proprio alla vigilia delle Finals, con un’annata da 68 vittorie e 5 titoli ATP, con la quale gettò le basi per il ritorno al numero 1 dell’anno successivo, col Career Grand Slam completato al Roland Garros. Ivanisevic, invece, nel gennaio del 2001 era numero 129 e si prese le Finals grazie al celebre successo a Wimbledon: il mancino di Spalato chiuse la stagione al numero 13 della Race, ma guadagnò un posto fra i magnifici otto del Sydney Superdome in qualità di campione Slam, sfruttando per la prima volta una regola applicata solamente altre due volte in futuro (Costa 2002, Gaudio 2004). Rispetto a quanto fatto da entrambi, dunque, il traguardo di Jodar avrebbe un significato – e una difficoltà – estremamente maggiore. E non perché è partito da più lontano.

Come accennato, al momento Jodar può vantare 2.499 punti nella Race, un bottino in linea con la soglia qualificazione. Analizzando le statistiche dal 2009 in avanti, ossia da quando è in vigore l’attuale sistema di distribuzione dei punti, emerge che l’ottavo giocatore della Race alla vigilia delle Nitto ATP Finals ha avuto da un minimo di 2.670 punti (Matteo Berrettini, nel 2019) a un massimo di 4.440 (Milos Raonic, nel 2014), per una media di 3.351 punti. Nella passata stagione, invece, ne sono serviti 3.840. Realisticamente, per arrivare a Torino a competere per la corona di maestro, Jodar dovrà cercare di mettere insieme ancora un migliaio di punti da qui a fine anno. Un risultato alla sua portata, che varrebbe un gran bel pezzo di storia.

Jodar insegue la storia: mai nessuno alle Finals partendo da così lontano

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