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Il ventenne madrileno, campione degli Us Open Juniores nel 2022 ed ex numero uno della classifica mondiale riservata agli Under 18, ha ottenuto i migliori risultati stagionali nei Masters 1000 di Miami e Roma, raggiungendo i quarti di finale in entrambe le tappe
Lorenzo Carini | 05 novembre 2026
In attesa che vengano definiti tutti i qualificati alle Next Gen Atp Finals 2026, si sa già che a Reggio Calabria la Spagna potrà avere un ruolo di prima piano. Se Rafael Jodar, primo per distacco nella Race dedicata ai migliori giovani del circuito, è in corsa addirittura per le Nitto ATP Finals di Torino, sarà ai nastri di partenza della kermesse - in programma dal 9 al 13 dicembre al PalaCalafiore - il suo concittadino Martin Landaluce, attuale numero 67 del ranking Atp e con recenti trascorsi a ridosso della Top-50.
Il ventenne madrileno, campione degli Us Open Juniores nel 2022 ed ex numero uno della classifica mondiale riservata agli Under 18, ha ottenuto i migliori risultati stagionali nei Masters 1000 di Miami e Roma, raggiungendo i quarti di finale in entrambe le tappe. Negli Stati Uniti sconfisse nel suo percorso, tra gli altri, Luciano Darderi e Karen Khachanov, mentre agli Internazionali BNL d’Italia sfruttò al meglio il ripescaggio in tabellone come lucky loser, arrendendosi in tre set a Daniil Medvedev nella sfida che metteva in palio un posto tra i migliori quattro del torneo del Foro Italico.
Recente finalista al Challenger 125 di Jinan, dove ha perso contro Mattia Bellucci, Landaluce ha subito diverse sconfitte al primo turno negli ultimi tornei disputati nel circuito maggiore, dove non vince una partita da quella di secondo turno del ‘1000’ di Cincinnati contro Matteo Arnaldi a metà agosto.
Cresciuto in una famiglia di grandi appassionati di tennis, Martin Landaluce ha iniziato a giocare all’età di un anno e condivide la pratica di questo sport con i fratelli Lucas e Alejandra, che dopo aver intrapreso la strada del college restano entrambi legati agli ambienti statunitensi, con il primo che svolge attualmente il ruolo di Assistant Coach per la squadra maschile della University of the Incarnate Word di San Antonio.
Iscritto al corso di laurea in economia aziendale, si dedica allo studio nel tempo libero che riesce a ritagliarsi tra un allenamento e l’altro. Poco incline all’utilizzo dei social network, ha più volte dichiarato di non aver installato sul proprio smartphone le applicazioni più in voga del momento, ma di accedervi soltanto una o due volte a settimana attraverso le versioni per pc.

La nuova Spagna dei giovani big
Assiduo lettore delle opere di Seneca, non è mai nascosto la sua grande passione per la filosofia. “Queste letture mi aiutano molto ad affrontare la carriera nel mondo del tennis. Dedico del tempo a me stesso, sto tranquillo e riesco a placare tutti i miei pensieri”, disse in un’intervista a Relevo. Grande tifoso del Real Madrid proprio come il suo idolo d’infanzia Rafael Nadal, di cui da piccolo guardava tutte le partite in televisione, Martin Landaluce sta proseguendo con successo il suo percorso tra i professionisti, seppur nella parte finale di questa stagione non sia riuscito a ottenere i risultati sperati nel circuito Atp.
In grado di vincere due delle otto partite giocate in carriera contro Top-20, arriverà alle Next Gen Atp Finals di Reggio Calabria con un bagaglio d’esperienza di ottimo profilo, certificato anche dai brillanti traguardi raggiunti nel suo cammino giovanile. “Mi piace giocare contro avversari più forti - ha detto in una recente intervista rilasciata ai canali dell’Atp -. Credo che il livello nel Tour sia davvero alto: ogni partita è importante e non si percepiscono grandi differenze tra i vari giocatori, anche se i migliori riescono a esprimersi un po’ meglio nei momenti decisivi”.
Entrato per la prima volta in Top-100 nell’aprile scorso, Landaluce si appresta a giocare le Next Gen Atp Finals per il secondo anno consecutivo, dopo essere uscito di scena nel round robin della passata edizione e aver presenziato soltanto come alternate nel 2024.
Martin Landaluce (Foto Getty)
“Già negli ultimi due anni ho avuto modo di vivere l’esperienza delle Next Gen Atp Finals - ha ricordato Landaluce -. A 18, 19 o 20 anni si prova una sensazione bellissima a sentirsi al centro dell’attenzione per tutta la settimana del torneo. Credo che questo evento rappresenti una fantastica opportunità per noi giovani. Chi ha giocato a Jeddah nel 2025 ha ottenuto ottimi risultati quest’anno: affrontare i migliori talenti della propria generazione ti dà una grande iniezione di fiducia per iniziare la stagione successiva con lo spirito giusto”.
Sesto giocatore spagnolo nel ranking Atp, Landaluce sta contribuendo al ricambio generazionale del proprio Paese, assieme ai Top-10 Carlos Alcaraz e Rafael Jodar, oltre che all’attuale numero 42 Atp Daniel Merida. In questo momento la Spagna può contare su ben tredici giocatori in Top-200, undici dei quali al di sotto dei trent’anni: le uniche eccezioni sono rappresentate da Pablo Carreno Busta (n.74) e David Jorda Sanchis (n.199). Ancora nel pieno della propria maturazione tennistica, Landaluce propone un tennis differente rispetto agli standard classici del movimento spagnolo, fatto di un gioco aggressivo e scambi corti, con la cultura della lotta e della determinazione sempre al centro.