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Davidovich Fokina e la "Defensa siciliana", quando gli scacchi valgono una finale

Lo spagnolo nel tempo libero si diletta con l'arte del trasformare il pensiero in azione e l'incertezza in strategia.

| 17 ottobre 2026

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Nonostante vestisse di bianco, Davidovich Fokina ha impostato la partita da pedina nera. Perché anche un campo da tennis può essere una scacchiera. E una tattica di gioco può replicare dinamiche e pensieri tipici degli scacchi. Gli scacchi, un modo diverso di gestire le pause e la tensione. Un passatempo che sa di formazione e che oggi occupa gran parte del tempo libero dello spagnolo. Perché gli scacchi sono l'arte di trasformare il pensiero in azione e l'incertezza in strategia. Nulla è più utile su un campo da tennis.

Spiegare così la vittoria di oggi su Alexander Zverev, erede designato del trono mondiale, sarebbe riduttivo. Ma sicuramente dà un senso alla firma sulla telecamera post-vittoria, quel "Defensa Siciliana" che ha fatto certamente sorridere gli appassionati dell'isola e incuriosito chi non ha grande dimestichezza con gli scacchi. 

LA DEFENSA SICILIANA

La Defensa Siciliana è una delle principali strategia di gioco dei "neri", che negli scacchi giocano per secondi. Viene considerata la miglior tattica di contrattacco, ideale per chi vuole impostare una partita di attacco pur giocando con i neri. Niente attesa, niente difesa, ma pazienza e iniziativa. Libri su libri spiegano la Defensa Siciliana, che trova origine nella cultura degli scacchi siciliana, in particolare pare sia stata diffus dal sacerdote Don Pietro Carrera, che era solito rispondere con questa strategia all'apertura in e.4 del bianco. Nel secolo scorso la Defensa Siciliana è salita alla ribalta grazie a campioni del mondo come Garry Kasparov e Bobby Fischer, che ne hanno esaltato l'importanza nelle loro strategie di gioco. Sono almeno sei le varianti più note oggi utilizzate ad alto livello.

La vittoria in semifinale a Shanghai contro Alexander Zverev è il risultato più importante dell'anno, ma forse anche della carriera. E questo nonostante abbia vinto contro un numero 1, Novak Djokovic a Montecarlo 2022, e raggiunto una finale Masters1000, sempre in quel torneo del Principato. Ma quello era un altro Alejandro Davidovic Fokina, aspettava ancora di vincere un torneo ATP e sembrava un giocatore 

Davidovich potrà pure ringraziare gli scacchi e il coach Clavet per averlo avvicinato al gioco, ma adesso è già tempo di pensare alla finale. La vittoria in semifinale a Shanghai contro Alexander Zverev è stato finora il risultato più prestigioso dell'anno e forse anche della carriera. E questo nonostante avesse già vinto contro un numero 1, Novak Djokovic a Montecarlo 2022, e raggiunto una finale Masters1000, sempre in quel torneo del Principato. Ma quello era un altro Alejandro Davidovic Fokina, aspettava ancora di vincere un torneo ATP e sembrava un giocatore in attesa di trovare il proprio destino. Quella di oggi, invece, è stata la vittoria della consapevolezza, della maturità. In bacheca ci sono già due trofei e la finale contro Jodar è una chance importante per sbocciare definitivamente e dare scacco matto a un destino da gregario. Intanto lunedì tornerà tra i primi 15 giocatori del mondo.

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