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Le tante stelle del Canada, tra speranze, rimpianti e sfortuna

Dalla ‘sicurezza’ Auger-Aliassime all’incognita Shapovalov, passando a un movimento femminile che si aggrappa a Mboko (ai box per infortunio) e Fernandez: la situazione attuale del tennis canadese è un'alternanza di gioie e dolori

02 agosto 2026

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Per qualche anno, il Canada ha dato l’impressione di poter diventare una delle nuove superpotenze del tennis mondiale. Un titolo di Coppa Davis nel 2022, la vittoria in Billie Jean King Cup nel 2023, diversi esponenti in Top-10 e tanti giovani in rampa di lancio. Oggi, però, traspare una situazione ben più complessa: il movimento canadese resta competitivo, ma tra infortuni, occasioni mancate e talenti mai esplosi del tutto resta la sensazione di ritrovarsi di fronte a un potenziale solo parzialmente realizzato.

Il riferimento per eccellenza in campo maschile rimane Felix Auger-Aliassime che, da numero quattro del ranking Atp, pare aver finalmente trovato quella continuità che gli era mancata nelle scorse stagioni, anche a causa di qualche acciacco fisico. Per due volte semifinalista nei tornei del Grande Slam, agli Us Open 2021 e 2025, il venticinquenne di Montreal ha raggiunto la sua piena maturità tecnica e mentale, arrivando con merito a stabilirsi nelle zone di vertice della classifica mondiale grazie a un’importante continuità di risultati su tutte le superfici, compresa quella terra battuta su cui comunque non vince un titolo addirittura dal Challenger di Lione del 2018. Eppure, considerando le aspettative che lo accompagnavano fin dall’adolescenza, anche la sua carriera lascia la sensazione di poter riservare ancora margini di crescita, soprattutto nei grandi appuntamenti, Sinner e Alcaraz permettendo.

Le tante stelle del Canada, tra speranze, rimpianti e sfortuna

Accanto ad Auger-Aliassime, resiste il “solito” Denis Shapovalov. Fresco finalista nell’Atp 250 di Los Cabos, dove si è arreso al francese Arthur Gea per 6-3 6-4, il mancino classe 1999 - nato a Tel Aviv, in Israele, da padre russo e madre ucraina - non vinceva due partite di fila nello stesso torneo dall’Atp 500 di Monaco di metà aprile, segno di come la continuità di rendimento sia ancora il suo principale limite. Rientrerà in Top-50 grazie al risultato conseguito in Messico, ma resta ben lontano dalla decima posizione raggiunta nel settembre 2020.

Shapovalov rappresenta più di chiunque altro il simbolo del potenziale solo parzialmente realizzato del tennis canadese. Ex numero due del mondo junior e campione di Wimbledon Under 18 nel 2016 - l’unico Grande Slam in cui ha centrato le semifinali tra i ‘Pro’, nel 2021 -, possiede uno dei repertori tecnici più spettacolari del circuito, con tanto di rovescio a una mano, ma non è mai riuscito a esprimere appieno il proprio talento, raccogliendo troppo poco nel corso degli anni.

Dopo Auger-Aliassime e Shapovalov, ecco Gabriel Diallo. Terzo canadese nel ranking Atp (oggi è numero 99 del mondo), classe 2001, è alto 203 centimetri e possiede uno dei migliori servizi del circuito. Sedicesimo per numero di aces realizzati nella scorsa stagione (440 in 50 partite), nel 2025 ha conquistato il suo primo titolo Atp sull’erba di ‘s-Hertogenbosch, mentre quest’anno ha impensierito Zverev agli Australian Open e il connazionale Auger-Aliassime a Indian Wells. Alle spalle dei primi tre, il ricambio per il tennis maschile canadese non appare immediato. Il movimento continua a produrre giocatori competitivi per i circuiti Challenger e Itf, ma al momento non sembra esserci qualcuno - tra i vari Galarneau, Draxl e Boulais - pronto ad affacciarsi al piano superiore.

Il movimento di chiusura del diritto di Victorio Mboko (foto Getty Images)

Il movimento di chiusura del diritto di Victorio Mboko (foto Getty Images)

La situazione si fa ancora più delicata in ambito femminile, dove gli infortuni hanno spesso impedito alle migliori giocatrici canadesi di dare continuità ai loro piazzamenti nel tour Wta. Il caso più emblematico è quello di Bianca Andreescu. Vincitrice degli Us Open nel 2019 a soli diciannove anni, la tennista di Mississauga non è mai più riuscita ad avvicinarsi alla quarta posizione mondiale raggiunta nell’ottobre di quell’anno. Miglior canadese di sempre per piazzamento in classifica (ha fatto meglio di Eugenie Bouchard, arrivata al numero 5 nel 2014), di recente è tornata a disputare anche qualche torneo Itf con l’obiettivo di riavvicinarsi alle prime cento del mondo (ora è numero 174).

I problemi fisici hanno bruscamente frenato, di recente, anche il percorso di Victoria Mboko, la nuova stella del tennis canadese. Infortunatasi al ginocchio al Queen’s, la diciannovenne salterà tutti i tornei nordamericani - Us Open compresi - e sarà dunque obbligata a rimandare al 2027 il nuovo assalto alla Top-10 già assaporata per la prima volta nel marzo scorso. Chi è riuscita a mantenere una buona integrità fisica è invece Leylah Fernandez, ora numero 34 ma con trascorsi tra le prime quindici del mondo. La mancina di Montreal, lo scorso anno capace di vincere il titolo più importante della propria carriera nel ‘500’ di Washington, continua ad alternare prestazioni di livello ad altre meno convincenti e non è mai riuscita a confermare, nei tornei dello Slam, la finale disputata agli Us Open 2021.

Più indietro nelle gerarchie resta Marina Stakusic, la prima canadese fuori dalla Top-100, divenuta nota al grande pubblico a partire dalla Billie Jean King Cup 2023, quando all’esordio con la propria Nazionale contribuì alla conquista del titolo vincendo tre incontri su quattro. Anche lei, tanto per cambiare, è ora alle prese con un infortunio (alla schiena): per i talenti ‘made in Canada’, purtroppo, non è una novità.

Bianca Andreescu (Getty Images)

Bianca Andreescu (Getty Images)

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